Profughi pronti a lasciare la Sardegna
Avevano tentato di utilizzare documenti falsi: ora potranno prendere la nave della Tirrenia per Civitavecchia
Per i 53 profughi somali (tutti fra i 13 e i 20 anni) che martedì notte avevano tentato di imbarcarsi nel porto di Arbatax sul traghetto Tirrenia diretto a Civitavecchia, con biglietti in regola, ma carte di identità contraffatte, ieri trasferta a Nuoro, in Questura, per le procedure relative al permesso di soggiorno, con identificazione e fotosegnalamento. In due, in mattinata, non sarebbero partiti perché pare stessero male, mentre un altro profugo è ricoverato in ospedale da mercoledì alle 12:00, dopo avere avuto problemi al petto e alla schiena, mentre era sdraiato all’esterno della stazione marittima di Arbatax, dove tutti avevano trascorso al notte. E ieri pomeriggio, alle 16:00, partenza del pullman per Tortolì-Arbatax, con il quale erano partiti alle 8:00 dalla Colonia Madonna d’Ogliastra di Arbatax, grazie all’intervento della Caritas diocesana, che nella giornata di mercoledì aveva anche portato le colazioni, il pranzo e la cena. In 25, tutti maggiorenni, sono stati riaccompagnati a Tortolì, per essere ospitati, quantomeno per ieri notte, nella palestra della scuola media centrale, in via Bertulottu. A tal proposito, per sistemare le brande e altro, si stavano attivando il sindaco Massimo Cannas e la Protezione civile.Una dozzina di minorenni vengono ospitati in una struttura di Lanusei. Un’altra dozzina dei gruppo dei profughi somali dopo le previste procedure in Questura, avrebbero girato per Nuoro, pare perdendosi nella città capoluogo provinciale. E non presentandosi in orario per la partenza del pullman. E tutti, ora, se lo vorranno, potranno imbarcarsi sabato notte, poco dopo le 23.30, con la prima nave in partenza dal porto di Arbatax (proveniente da Cagliari) e diretta a Civitavecchia. Per la cinquantina di giovanissimi profughi somali dai 13 ai 20 anni, fra i quali quattro ragazze (una di 16 anni e mezzo è incinta) finalmente la possibilità di potere ricongiungersi con familiari e amici. Cosa che li ha spinti, martedì sera, a ritrovarsi tutti a Tortolì, dove erano giunti con pullman provenienti da Cagliari e Sassari e a tentare la sortita al porto di Arbatax, con l’imbarco sulla Janas diretta a Civitavecchia. Ma solo in sei avevano i documenti in regola e si sono potuti imbarcare. Ma ora per loro potrebbe esservi una nuova vita. Così come ha spiegato mercoledì mattina, prima delle 9:0 – dopo una notte trascorsa a cercare di dormire nel pavimento all’interno della stazione marittima con delle coperte portate sempre dalla Caritas diocesana – Abdul Ahi, 16 anni «tutti intendevamo raggiungere Roma: diversi si sarebbero fermati nella capitale mentre altri volevano arrivare in altri Paesi, dove già vi sono dei familiari e altri parenti».
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