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Nuoro

Giovane di Bitti assolto dall’accusa di lesioni personali

NUORO. I tre giovani di Bitti: Giuseppe Dore, Vito e Daniele Calzedda sono stati assolti dalle accuse di lesioni personali il primo, e di favoreggiamento i secondi. Il giudice Marino Arca ha ritenuto...

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NUORO. I tre giovani di Bitti: Giuseppe Dore, Vito e Daniele Calzedda sono stati assolti dalle accuse di lesioni personali il primo, e di favoreggiamento i secondi. Il giudice Marino Arca ha ritenuto inattendibili le accuse mosse dalla vittima, il pensionato Luigi Francesco Farina, che nel corso dell’esame dibattimentale è caduto più volte in contraddizione.

La sera del 12 febbraio del 2009 e Farina era finito alla guardia medica con una profonda ferita sulla tempia sinistra, proprio all’altezza dell'occhio. A provocargliela, stando al suo racconto, era stato Dore, con un bicchiere rotto.

«Stavamo bevendo all’interno del bar Carzedda – aveva raccontato la vittima che non si è costituita parte civile – e all’improvviso Dore mi ha prima lanciato un bicchiere in faccia poi, dopo averne preso un altro, lo ha rotto e con le punte me l’ha passato vicino all’occhio».

L’imputato, difeso dall’avvocato Gianluigi Mastio, si era sempre proclamato innocente, così come i fratelli Daniele e Vito Carzedda, titolari del locale in cui era avvenuto il fatto, difesi dall’avvocato Giovanna Calvisi. Il pensionato aveva ripercorso in aula i momenti del ferimento e rispondendo alle domande del pm Andrea Schirra e dei legali degli imputati non aveva però saputo spiegare i motivi dell’aggressione. «C’erano diverse persone nel locale – aveva raccontato – Non so perchè Dore abbia reagito così. Stavamo parlando insieme, quando all'improvviso, mi ha provocato la ferita. Il bicchiere usato è di quelli, tipo calice con la scritta, in cui si versa la birra. Quando il giovane mi ha colpito teneva il bicchiere in mano. A portarmi in Guardia medica è stato il proprietario del locale». Farina all’indomani dei fatti non aveva fatto il nome del suo aggressore. «Non me l’ero sentita e non so spiegarvi perché» aveva aggiunto davanti al giudice. (k.s.)

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