La Barbagia raccoglie le firme per abrogare la “Buona scuola”
Fino a giugno in diverse piazze di Nuoro ci saranno i banchetti promossi dai sindacati Cgil e Gilda «Vogliamo promuovere un referendum per cancellare la norma che sta distruggendo l’istruzione»
NUORO. Uniti, agguerriti, decisi a raccogliere anche a Nuoro le firme necessarie ad abrogare la contestatissima legge sulla “buona scuola”, dove quel “buona” – sottolineano – è solo un aggettivo che non corrisponde alla sostanza della norma. Così come nel resto d’Italia, anche nel capoluogo barbaricino in questi giorni i sindacati della scuola Flc Cgil Nuoro, Gilda-Unams e Flc-Cgil Ogliastra stanno organizzando i banchetti per raccogliere le firme contro la legge in questione.
La prima giornata di raccolta c’è stata lo scorso 10 aprile, in piazza Italia e ha registrato la prima ondata di adesioni e consensi da parte dei nuoresi. Il prossimo banchetto, invece, verrà allestito questa mattina, dalle 9 alle 13, sempre in piazza Italia, e altri punti di raccolta verranno allestiti fino a domenica 26 giugno ogni sabato mattina, in piazza Italia, e ogni domenica mattina in piazza Mameli sempre con gli stessi orari: dalle 9.30 alle 13. Mentre ogni lunedì mattina fino a lunedì 20 giugno, dalle 9 alle 13, il banchetto per raccogliere le firme per abrogare la legge sulla buona scuola, davanti al banchetto del Comune. Ci sarà anche lunedì 18 aprile, davanti al municipio, dalle 9 alle 13. «Il referendum – spiegano ha l’obiettivo di abrogare il peggio della legge 107/15 conosciuta come “buona scuola”, che però è buona solo per la propaganda. Continua la lunga e faticosa battaglia che ha portato nelle piazze insegnanti, studenti, genitori, lavoratori della scuola, associazioni e tanti intellettuali. Abbiamo protestato, dialogato, presentato proposte per cambiare questa legge sbagliata, che rischia di riportare indietro la scuola italiana, quando invece è chiaro a tutti che l’istruzione pubblica è la più grande risorsa per il futuro del Paese. Non è servito a niente. Allora abbiamo deciso di fare la cosa più semplicemente democratica: appellarci alla partecipazione popolare».
I quesiti per abrogare le norme anticostituzionali, come spiegano la Flc-Cgil Nuoro, La Gilda Unams e la Flc-Cgil Ogliastra, sono quattro: abrogazione dei finanziamenti privati alle singole scuole e incremento per le statali, abrogazione della chiamata discrezionale dei docenti, abrogazione dell’obbligo di minimo 200-400 ore di alternanza scuola-lavoro, abrogazione del potere del preside di scegliere arbitrariamente i docenti da premiare.
«Se vince il “sì” – spiegano i sindacati – viene abrogato il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto “merito” (con tutti i rischi clientelari che non facciamo fatica a immaginare). Il comitato di valutazione torna composto dai docenti e dal dirigente scolastico».
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