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Referendum, i Rossomori dicono “sì”

NUORO. La federazione nuorese dei Rossomori si schiera con i sostenitori del “sì” nel referendum nazionale di domenica per fermare alla scadenza delle concessioni le trivellazioni nei mari italiani...

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NUORO. La federazione nuorese dei Rossomori si schiera con i sostenitori del “sì” nel referendum nazionale di domenica per fermare alla scadenza delle concessioni le trivellazioni nei mari italiani per l’estrazione di gas e petrolio. Un voto per mutare l’articolo 6 del codice dell’Ambiente che consente invece di far continuare il lavoro nelle piattaforme sino all'esaurimento dei giacimenti. «Le piattaforme estrattive – scrive il segretario Davide Muledda – entro le 12 miglia, che in Italia sono la maggioranza di quelle collocate in mare, raggiunto il termine della concessione vanno smantellate, con conseguente bonifica dei siti, anche se il giacimento non dovesse essere completamente esaurito.

Infatti, a fronte di quantitativi di gas e petrolio percentualmente irrisori rispetto al fabbisogno nazionale, rispettivamente del tre per cento e dell’un per cento, alle società di estrazione è concessa possibilità di estrarre fino all'esaurimento del giacimento, la cui vita può essere prolungata dagli estrattori semplicemente estraendo minori quantità o trivellando nello stesso sito, alla ricerca di altre vene estrattive. Il tutto con evidente rischio ambientale per l’avanzata età degli impianti».

I Rossomori di Nuoro fanno anche i conti sui fatturati e sull’entità dei vantaggi per la collettività: «Nel 2015 sono stati versati nelle casse dello Stato appena 40 milioni, che sono poca cosa soprattutto in considerazione dell’impatto sull’ecosistema marino». Gli affari, attaccati da Muledda e compagni, sono quelli delle “lobbies” del petrolio: «Ne vanno fermati lo strapotere e gli interessi economici che sono nemici dello sviluppo sostenibile dei territori e della protezione delle risorse naturali». (f.p.)

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