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Commercianti in trincea: «Via la Tasi sulle attività»

Commercianti in trincea: «Via la Tasi sulle attività»

Parte dal corso Garibaldi la raccolta di firme per chiedere l’abolizione del tributo Piredda: «Siamo sfiniti, la pressione fiscale è insopportabile. Il Comune ci ascolti»

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NUORO. Non vogliono arrivare allo sciopero fiscale, ma poco ci manca. I commercianti di Corso Garibaldi hanno dato il via a una raccolta di firme per chiedere alla giunta guidata da Andrea Soddu l’abolizione della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili. A innescare la rivolta è stato due giorni fa il consigliere Pierluigi Saiu quando ha annunciato di voler presentare al Consiglio comunale una mozione per azzerare del tutto la Tasi, «come hanno già fatto altri comuni del resto». L’hashtag #NuoroZeroTasi lanciato sulla sua pagina Facebook ha registrato in pochi giorni centinaia di condivisioni. Ed è stato rilanciato da imprenditori, commercianti e artigiani. Che hanno deciso di metterci la faccia dando il via alla raccolta di firme.

«Il centro commerciale Corso Garibaldi ha promosso l’iniziativa fra gli operatori del Corso per far sì che il Comune abolisca la Tasi per tutte le attività commerciali e produttive della città – spiega il presidente Salvatore Piredda – La finanziaria 2016 ha già previsto labolizione della Tasi sulle abitazioni principali e darà ai comuni i soldi per coprire le minori entrate. Ora noi chiediamo al sindaco che la abolisca del tutto. I commercianti e le imprese non ce la fanno a sostenere un carico fiscale che è al limite dell’assurdo».

Un grido di dolore quello dei commercianti del Corso che invitano tutte le altre attività della città a unirsi alla loro protesta. «In tanti hanno già aderito all’iniziativa: i commercianti del Corso sono sfiniti da questa insopportabile pressione fiscale – continua Piredda – . Non è giusto tassare il lavoro in questo modo: alzare la serranda non deve e non può diventare un atto di eroismo. A Nuoro oggi è difficile essere commerciante o imprenditore, anche per colpa delle tasse locali. La Tasi è una delle tante vessazioni imposte a una categoria che già soffre». Per questo i commercianti chiedono al Comune di azzerarla. «Non solo per le attività del Corso, ma anche per tutte le altre, da via Lamarmora a viale Repubblica, fino alle imprese di Pratosardo. Un’abolizione integrale, quindi. Sarebbe un segnale piccolo ma importante da parte dell’amministrazione. Perché le attività commerciali, artigianali e produttive sono fondamentali per l’economia della città».

Per Salvatore Piredda questo è il momento giusto per eliminare l’odioso balzello. «Gli spazi finanziari ci sono. La finanziaria 2016 ha messo i comuni nella condizione di abolire la Tasi e noi chiediamo al Comune di farlo, al più presto». Non è la prima volta che i commercianti scendono in campo contro il caro-tasse. Nel settembre di due anni fa le associazioni dei consumatori, Confcommercio, Lega Coop, Confesercenti, Cna e Confartigianto avevano protestato contro l’aumento spropositato della Tari, la tassa sui rifiuti. Una protesta che era sfociata in manifestazioni di piazza contro l’allora sindaco Alessandro Bianchi. In tanti, in segno di sfida, avevano riconsegnato al sindaco gli avvisi di pagamento al grido di «Basta, non ce la facciamo più». (g.z.)

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