Ottana Energia, domani scatta la cig
OTTANA. Mentre prosegue la clamorosa manifestazione di Cristian Piras e Giacomo Cabras, i due operai che da quattro giorni si trovano in cima a una delle due ciminiere di Ottana, a 196 metri di...
OTTANA. Mentre prosegue la clamorosa manifestazione di Cristian Piras e Giacomo Cabras, i due operai che da quattro giorni si trovano in cima a una delle due ciminiere di Ottana, a 196 metri di altezza, per chiedere il riavvio degli impianti di Ottana Energia, per i lavoratori della centrale termoelettrica si apre domani, lunedì 18 aprile 2016, un nuovo capitolo, mai vissuto in oltre 40 anni di storia della centrale ex Enichem: quello della cassa integrazione straordinaria. Il provvedimento, che avrà la durata di un anno, è stato chiesto dall’azienda ai primi dello scorso marzo dopo oltre tre mesi di attesa delle decisioni di Terna sul futuro degli impianti fermi dal 31 dicembre per il mancato rinnovo del regime di essenzialità del quale la centrale di Ottana godeva da quattro anni.
Le risposte di Terna circa la possibilità di un riavvio degli impianti alle stesse condizioni del 2015 non sono ancora arrivate. E probabilmente bisognerà aspettare ancora. I sindacati chiedono che gli impianti di Ottana vengano inseriti non solo nella procedura di riaccensione della rete in caso di black out, ma nel sistema di regolazione secondaria e di stabilità della rete elettrica sarda. Solo così la centrale portrebbe ripartire riportando a regime i posti di lavoro che ora non ci sono più.
«L’essenzialità – fanno sapere i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil – garantirebbe un prezzo più basso dell’energia che sarebbe controllato dall’Autorità. Con la chiusura della centrale di Ottana, invece, i prezzi energetici sono triplicati a tutto svantaggio degli utenti sardi». La ripartenza della centrale aprirebbe poi la strada alla ripresa produttiva di Ottana Polimeri il cui futuro è legato all'acquisizione degli impianti Versalis di Sarroch (gruppo Eni) per la fornitura della materia prima necessaria alla filiera chimica e alla certezza di ottenere in loco l’energia, l’acqua e le utilities prodotte proprio da Ottana Energia. Il tutto in attesa che vadano avanti le procedure autorizzative per la realizzazione di un deposito costiero del gas a Oristano e di un impianto per il riciclaggio della plastica che chiuderebbe la filiera creando anche nuovi posti di lavoro. Tutti progetti che attendono ancora il via libera del quale non si conoscono i tempi. Nel frattempo, gli operai rimarranno in cima alla torre in attesa di una chiamata da parte delle istituzioni. Una chiamata che forse potrebbe esserci già nei prossimi giorni. Da domani, comunque, Cristian Piras e Giacomo Cabras, insieme agli altri ottanta loro compagni, saranno ufficialmente in cassa integrazione. Cassintegrati con veduta panoramica della quale avrebbero fatto volentieri a meno.
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