Pressing della Fiom Cgil su Idea Motore
Casula alla Regione: «Il tempo passa e l’asta del capannone è alle porte, non bruciamo la speranza»
NUORO. Un mese passato tra appelli e speranze, fiumi di email e centinaia di telefonate. Un mese da operai che non si vogliono arrendere all’idea di non poter più costruire motori elettrici per lavatrici, dopo averlo fatto per anni. Tirano le somme della loro complicata vertenza gli 88 ex operai metalmeccanici di Idea Motore.
A quasi tre settimane dall’inizio della protesta e a un passo dall’asta del capannone – in programma il 16 maggio – che fa gola a numerosi stakeholder del territorio, la situazione risulta immobile. L’incontro di qualche settimana fa tra l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras e i vertici della Sole Nidec corporation – la società che il 15 marzo si è aggiudicata durante un’asta pubblica i macchinari della fabbrica nuorese Idea Motore – ha strappato la promessa di un secondo incontro, in programma alla scadenza delle due settimane successive.
Giusto il tempo necessario per far sì che Regione e parti sociali coinvolte si incontrino per valutare e quindi proporre un piano appetibile per la società nipponica, affinché non porti via i macchinari e riprenda la produzione a Pratosardo. Ma come recita un famoso detto “il tempo è tiranno” e le cose da sistemare sono tante. A partire dai tre macchinari fondamentali per la produzione, di proprietà però della società che nel 2011 aveva preso in affitto il capannone e i macchinari, Am Italia appunto, anch’essa fallita. Per passare poi alla questione del fabbricato, attualmente di proprietà della banca Monte dei Paschi di Siena, messo all’asta nel 2010 – valutato 5 milioni di euro – è arrivato all’ennesimo tentativo di vendita con base d’asta fissata per la modica e alettante cifra di 300mila euro.
«Siamo in attesa di essere convocati dalla Regione per fare il punto della situazione – commenta la segretaria provinciale Fiom Cgil, Maddalena Casula –. Vista la complessità della vicenda auspichiamo che questo avvenga il prima possibile – rimarca la sindacalista –. Il tempo passa e l’asta del capannone è alle porte, non vorremmo che lo spiraglio aperto dalla Nidec nell’incontro del 6 aprile in Regione si dissolva come una nuvola di fumo. Apprezziamo la disponibilità dall’assessore nell’aver recepito la nostra richiesta di convocare la Nidec e dell’impegno messo in campo per far si che le produzioni possano riprendere, ma il tempo non gioca a nostro favore».
«Per questo si fa sempre più pressante la necessità di un confronto con i diversi soggetti coinvolti – ribadisce –. I lavoratori ex Idea Motore appartengono in maggioranza a quella che io chiamo “età grigia” che va dai 35 ai 55 anni : troppo vecchi per gli incentivi all’occupazione, troppo giovani per poter sognare la pensione, fuori dalle politiche attive del lavoro che gli permetterebbe in qualche modo di colmare il gap dell'età nel presentare una qualsiasi candidatura per un posto di lavoro» ricorda amareggiata.
«Salvaguardare le professionalità facendo ripartire le produzioni sarebbe un successo oltre che per i lavoratori anche per il territorio, in un momento in cui l’industria sembra ormai scomparsa darebbe un piccolo segnale di inversione che speriamo possa essere di buon auspicio per la risoluzione di vertenze più grandi».
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