Rapina alla tabaccheria: arrestati giovani di Borore
Macomer, un 20enne e un 24enne indicati come presunti autori del colpo Il terzo è finito in manette con l’accusa di detenzione di armi clandestine
MACOMER. Caso chiuso in tempo di record grazie alla collaborazione dei cittadini e al sistema di videosorveglianza. A qualche ora dalla rapina alla tabaccheria di via Mazzini a Macomer, i carabinieri hanno arrestato i presunti autori del colpo. Si tratta di Alessio Murinu, 20 anni di Borore e di Michael Putzu, suo compaesano di 24 anni, accusati di rapina aggravata. Sarebbero loro i due giovani armati e mascherati che si sono presentati nell'esercizio commerciale del centro storico e hanno minacciato il titolare costringendolo a consegnare l'incasso di circa 300 euro.
Intorno alle 19 nella tabaccheria c'erano il titolare e una cliente che, vedendo entrare i due individui con il volto coperto da un passamontagna e da una maschera bianca, hanno pensato subito ad una rapina. Solo uno dei due però era armato e ha puntato la pistola verso il titolare che ha consegnato il denaro. Quindi la fuga verso piazza San Francesco dove i due avevano lasciato un ciclomotore col quale hanno proseguito la corsa. Ma la fortuna non è stata dalla loro parte: alcuni cittadini hanno chiamato subito i carabinieri e qualcuno è riuscito a prendere il numero della targa e il modello dello scooter rosso.
«Fondamentali sono state anche le riprese delle telecamere interne ed esterne al negozio che hanno registrato i momenti dell'assalto – ha detto il capitano della Compagnia di Macomer, Giuseppe Pischedda nel corso della conferenza stampa al comando provinciale di Nuoro – Ma anche il fatto che un nostro operatore, il maresciallo Alessio Carrisi, attraverso tutti gli elementi raccolti ha ipotizzato potesse trattarsi dei due giovani arrestati. Lui aveva lavorato a Borore, perciò abbiamo raggiunto il paese e durante una perquisizione abbiamo trovato sotto il sellino della moto di proprietà di Murinu, una pistola giocattolo e i caschi usati durante la fuga. A casa di Putzu, invece – ha continuato l'ufficiale – abbiamo trovato la seconda pistola che sarebbe quella impugnata dal rapinatore durante il colpo. Abbiamo anche recuperato la maschera bianca e lo scalda collo usati dai malviventi per coprirsi il volto, che verranno ora sottoposti alle analisi, così come le armi». Ieri, oltre ai due amici è finito nei guai anche il fratello maggiore di Alessio Murinu, Giovanni, perchè trovato in possesso di armi clandestine. Il giovane nascondeva in casa un fucile rudimentale e una carabina ad aria compressa col calcio mozzato. Ma lui non sarebbe coinvolto nella rapina di due sere fa. «Un’arma pericolosa – ha aggiunto il tenente Gabriele Tronca, comandante del nucleo operativo di Macomer – realizzata con due tubi saldati a una sorta di cane collegato a una molla, che va a battere sulla cartuccia facendo esplodere due colpi». Il tenente ha inoltre fatto presente che sia a Giovanni Murino che a Michael Putzu, noti alle forze dell’ordine per altri reati, era stato applicato l’avviso orale. I tre giovani sono stati rinchiusi nel carcere di Massama. (k.s.)
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