In mostra la civiltà degli stazzi
Il primo maggio una festa per ricordare lo scambio tra culture
BUDONI. Una festa per riscoprire le proprie tradizioni quella che si svolgerà domenica, 1° maggio, per ricordare quella che da tutti è riconosciuta come la civiltà degli stazzi. Budoni è ora un rinomato centro turistico ubicato proprio al confine tra Baronia e Gallura e a partire dagli anni ’80 ha subito un notevole incremento delle strutture ricettive legate al turismo, con la popolazione in continuo aumento e una forte presenza di gente arrivata dai paesi dell’interno. Nato come stazzo di Posada alla fine del 1800 ai bordi di quello che allora era detto “Lu stradoni” l’odierna statale 125, il paese ha risentito dell’influenza dei pastori e contadini provenienti dai territori circostanti che qui si sono stanziati per la fertilità del luogo. L’arrivo di queste genti ha cambiato la cultura e le tradizioni del paese. Lo sviluppo economico, legato soprattutto al turismo, ha modificato i modi di vita degli abitanti con il relativo abbandono di quelle che erano le sue radici. Per ricordarle, il 1° maggio ci saranno una serie di manifestazioni: si parte alle 9,45 con l’apertura degli stand di via Nazionale. A seguire, scene di vita a cura del gruppo folk San Lorenzo, con l’antica carbonaia e la vendemmia con i figuranti del gruppo folk San Giovanni Battista, a seguire giochi dei bambini e altri episodi di vita quotidiana del tempo che fu. (a cura Gruppo Folk San Lorenzo). A mezzogiorno, via ai balli sardi il gruppo San Giovanni Battista, San Lorenzo e Sos Oriundos e alle 16,30 battesimo della sella con lo sport Horses. Poi lavorazione e degustazione del torrone con Tore Pili, le antiche favole, anatra all’arancia a cura dell’associazione teatrale Shardana, il matrimonio, magie pericolose e infine, spettacolo musicale in piazza Giubileo con Giuliano Marongiu, Massimo Pitzalis e altri ospiti. Durante la manifestazione sarà possibile visitare il Museo dello Stazzo, la mostra sulla flora realizzata dagli studenti della scuola media, fotografie del territorio e attività umane, mostra di pittura di Franco Murtinu e assistere alla lavorazione di legno, coltelli, ferro, cestini, tappeti, ceramica, lana e strumenti musicali. Degustazione infine di salsiccia arrosto, gnocchetti, formaggio fresco, zuppa gallurese e pecora in cappotto. (s.s.)
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