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Saiu: «Università, un altro errore»

Saiu: «Università, un altro errore»

Il consigliere di Uniti per Nuoro: tornare al Consorzio è tornare indietro di 23 anni

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NUORO. «Il Consiglio comunale è tornato indietro di 23 anni. A quel 1993 in cui aderiva per la prima volta al consorzio per la promozione degli studi universitari. Una retromarcia che si aggiunge ai ripensamenti, agli errori e alle contraddizioni che hanno caratterizzato la tormentata esistenza del polo universitario nuorese». Pierluigi Saiu, Uniti per Nuoro, commenta a caldo il voto in aula di ieri. Un vero e proprio ribaltone, con la maggioranza che rimette in gioco il Consorzio e boccia sonoramente la Fondazione. «Il 1993 è appunto l’anno in cui il Comune aderisce, insieme alla Provincia, al consorzio che deve far nascere il terzo polo universitario – ricapitola Saiu –. Nel 2008 però la provincia recede, abbandona il consorzio, e dopo qualche anno, nel 2011, il Comune fa altrettanto. Al posto del consorzio arriva la fondazione che però non partirà perché, dopo tanti intoppi, la Regione nega il riconoscimento».

«A questo punto la nuova maggioranza guidata da Soddu decide di fare retromarcia e tornare al consorzio – sottolinea ancora dai banchi della minoranza il leader di Uniti per Nuoro –. Ma con chi? Perché nel frattempo la Regione approva (febbraio 2016) una legge che abolisce le province e riconosce, quale soggetto per la promozione degli studi universitari della Sardegna centrale, solo la fondazione. Un bel pasticcio insomma, complicato dalla scelta della nuova maggioranza».

«Tornare al consorzio alimenta perfino più dubbi di prima. Con chi si fa il consorzio se le province verranno cancellate? Con quali soldi? Con quali partner? Alle contraddizioni di chi ha governato prima e a quelle della regione si sommano le contraddizioni di questa nuova maggioranza che invece che guardare al futuro, guarda indietro. Non sono mai stato pregiudizialmente contrario alla fondazione. Non lo ero nel 2011. Non lo sono oggi. Sono invece contrario a un provvedimento col quale si intende restituire alla regione lo sgambetto che si ritiene di aver subito a febbraio».

«Sono contro un provvedimento che per azzerare le nomine del Pd ci fa tornare indietro di 23 anni – chiude Pierluigi Saiu dopo la chiusura del voto in aula –. Sarebbe bastato cambiare lo statuto, tagliare le poltrone, correggere gli errori e chiedere un nuovo riconoscimento. Questa, per me, era la strada da seguire. E invece il consiglio comunale oggi ha votato una “cosa vecchia”, commettendo un altro errore».

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