Decolla il turismo archeologico
Torpè, successo dell’associazione Sardus Pater: «Lavoriamo anche con le scuole»
Alla periferia di Torpè, lungo la strada che porta al lago del Posada, c’è un interessante area archeologica e un nuraghe ben conservato: quello di San Pietro. Da alcuni anni l’associazione Sardus Pater tutela, pulisce valorizza e promuove il gioiello archeologico ubicato nel territorio del centro baroniese.
«Dallo scorso anno scorso facciamo didattica con le scuole del circondario attraverso simulazioni di scavo» dice il presidente dell’associazione Alberto Pala. Quest'anno con la novità del sentiero naturalistico su alcune specie arboree ed erbacee della macchia mediterranea con usi, curiosità, denominazione in italiano, sardo e latino di alberi e arbusti ed erbe della flora locale mentre con l’ausilio di pannelli didattici inerenti il nuraghe vengono illustrati la pianta e i manufatti in ceramica e bronzo. Anche se non rientra nell'area perimetrale del parco di Tepilora rio Posada, il nuraghe è l'unico monumento preistorico visitabile lungo l'area che va da Orosei a Olbia.
Il personale dell'associazione informa anche i visitatori su cosa c'è da visitare nei dintorni, fungendo da centro informazioni così da creare un circuito di turisti in un zona di pregio che va da Budoni a Santa Lucia, da Usinavà al Castello della Fava, dalle frazioni collinari da Torpè al Montalbo.
«Contiamo di collaborare con tutti i centri di educazione ambientale della zona – dice sempre il presidente – Per diffondere la cultura e la conoscenza dei beni culturali e ambientali del territorio e preservare la memoria del territorio promuovendo lo sviluppo della cultura, anche mediante l'attuazione di appositi itinerari». Tante le scolaresche che hanno già visitato il sito dove sono presenti aree attrezzate per il pic-nic e un box office dove acquistare libri e souvenir. (s.s.)
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