I rintocchi delle campane scanditi da Andrea Chirra
BITTI. Compie 72 anni a maggio e da bambino di 6-7 anni, da jacaneddu (chierichetto), ha appreso l'arte di suonare le campane, diventando con gli anni un abile e apprezzato maestro. «Ho imparato,...
BITTI. Compie 72 anni a maggio e da bambino di 6-7 anni, da jacaneddu (chierichetto), ha appreso l'arte di suonare le campane, diventando con gli anni un abile e apprezzato maestro. «Ho imparato, suonando i richiami per le messe, con tziu Bulloni» ha precisato Andrea Chirra, non senza un tocco di malcelato orgoglio. Dopo aver scalato diverse “torri”, vorrebbe suonare in occasione della processione di oggi in onore del patrono San Giorgio Martire. Ricorda il periodo di don Mariani quando suonava il Tedeum, l’ultimo giorno dell’anno e al rientro dalla festa dell’Annunziata. A parte questi ricordi l’attività di Andrea Chirra è fatta di un lungo elenco di partecipazioni a “Concerti di campane”: da Irgoli a Galtellì, fino a Guspini, Orune e Lollove.
Le sue numerose esibizioni sono testimoniate da attestati, targhe ricordo e pergamene. Insomma, è il campanaro di Bitti è un vero artista. Canta e suona i vari balli: su dillu, su lestru, su seriu. Ha scritto poesie e componimenti vari, che poi traduce in musica col suono delle campane. Vale la pena citare alcuni versi: Ite bellesa a toccare sas campanas-Cussos toccos armaniosos e melodios-Chi alan dae campanile-Ispirana e allegrana-Sos putzones de s'adde e de su monte-Unu innu a Deus, Unu e trinu. (b.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
