Le tre operaie scendono dalla ciminiera
Mobilitazione sospesa dopo le rassicurazioni del governatore Pigliaru. «Ma siamo pronte a risalire fin da subito»
OTTANA. Giù dalla ciminiera, ma con la volontà di risalirci in fretta se non arriveranno risposte a breve termine sul futuro del sito industriale. Francesca Forma, Valentina Salvai e Nevina Mereu, che ieri mattina sono state raggiunte sulla torre da Cristian Piras, che sulla ciminiera c’era stato per quattro giorni insieme a Giacomo Cabras, hanno deciso di interrompere la protesta che è andata avanti per una settimana e di partecipare all’assemblea dei lavoratori che si è tenuta ieri nella sala mensa dello stabilimento per iniziativa delle Rsu di Ottana Energia.
«Ma – hanno detto le ragazze in accolte con un lungo applauso dell’assemblea – siamo pronte a risalire fin da subito».
Lo stato di agitazione, comunque, continua. Martedì prossimo si terrà un incontro in fabbrica per decidere il da farsi. Intanto, il punto sulla situazione della vertenza è stato fatto ieri nel corso di un’assemblea alla quale hanno partecipato i rappresentanti sindacali di Cgil (Salvatore Pinna, Sergio Zara e Giacomo Migheli), Cisl (Michele Fele e Kati Contini) e Uil (Francesca Ticca e Tore Sini), i sindaci di Ottana e di Bolotana, Franco Saba e Francesco Manconi, dirigenti aziendali, il presidente del consorzio industriale, Piero Guiso, il consigliere regionale, Pietro Pittalis e i parlamentari Mauro Pili e Roberto Capelli. Assente, invece, la giunta ragionale, che si è limitata a mandare una nota della segreteria particolare del presidente Pigliaru informando sindacati e lavoratori «che sulla vertenza Ottana continuano le interlocuzioni con governo e Terna e che al più presto verrà convocato un incontro con azienda e parti sociali».
Una nota che non ha soddisfatto i sindacati, al punto che, il segretario regionale della Filctem-Cgil, Giacomo Migheli, ha definito “ingiustificata” l’assenza all’assemblea del presidente Francesco Pigliaru o di un rappresentante della giunta regionale. Pesanti critiche all’operato della Regione sono arrivate anche dal sindaco di Bolotana, Francesco Manconi («manca una seria politica industriale»), dal capo gruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Pietro Pittalis e dai parlamentari, Mauro Pili e Roberto Capelli che, sulla questione del mancato rilancio del Nuorese, si è persino detto disposto a togliere la fiducia alla giunta regionale. Ad aprire i lavori era stato, a nome della Rsu, Mario Pitzolu che aveva chiesto «interventi non formali e concreti». Che, alla fine, non ci sono stati. Né, forse, potevano esserci, visto che, la partita sulla vertenza Ottana, si gioca su altri tavoli, a Cagliari e a Roma. Da queste parti, l’unica speranza è ancora la mobilitazione.
«Che se non ci saranno risposte – hanno garantito i lavoratori – continuerà e non solo sulle torri». La tregua, insomma, potrebbe durare poco. Il segretario generale della Cisl nuorese Michele Fele nei giorni scorsi ha addirittura lanciato la proposta di uno sciopero generale del territorio per rilanciare la vertenza complessiva del Nuorese. Anche ieri lo stesso Fele ha riproposto la mobilitazione che, hanno assicurato gli altri sindacati, sarà al centro dei prossimi tavoli unitari.
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