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Nuoro

Macomer, il carcere destinato a diventare centro di accoglienza per migranti

di Tito Giuseppe Tola
Macomer, il carcere destinato a diventare centro di accoglienza per migranti

La struttura, chiusa dal 2014, potrebbe ospitare i profughi Il sindaco: è anche un’opportunità, no a polemiche razziste

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MACOMER. Sopralluoghi per trovare carceri e caserme dismesse che possano ospitare migranti e tra le strutture utilizzabili c’è anche il carcere di Macomer. Dopo quello di Iglesias, che sarebbe già pronto per accogliere parte dei 200 profughi in arrivo dalla Sicilia, anche il carcere di Macomer, chiuso dalla fine del 2014, potrebbe essere usato come struttura di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo. Considerato una specie di piccola Guantanamo sarda perché fino alla chiusura era un carcere speciale per detenuti legati al terrorismo islamico, l’istituto di detenzione di Macomer potrebbe accogliere i migranti vittime di guerre e della fame.

La notizia circolava da qualche giorno a livello di voci, ma senza conferme ufficiali. Nel massimo riserbo, però, pare che siano stati effettuati dei sopralluoghi per valutare l’idoneità della struttura dei quali non si conosce l’esito. Che qualcosa si muoveva in quella direzione lo ha detto venerdì a Ottana il deputato Mauro Pili, leader di Unidos. Ieri la conferma del sindaco, Antonio Succu, il quale ha detto di essere stato informato dal Prefetto che il ministero dell’Interno stava verificando l’ipotesi di utilizzare l’ex carcere di Macomer per l’accoglienza degli immigrati. «La comunicazione del Prefetto è un atto di cortesia e di correttezza nei confronti della città e dell’istituzione che abbiamo molto apprezzato – ha detto Succu –, mi ha anche assicurato che i migranti arriveranno i un quadro di legalità garantita. Ciò significa che sono persone identificate e controllate».

Il sindaco di Macomer è consapevole che chi arriva scappa per disperazione. «Sono dell’opinione che dobbiamo essere generosi verso queste persone che oggi sono in gravi difficoltà – ha proseguito –, scappano da guerre, povertà e carestie. Le poche esperienze che Macomer ha già avuto nell’accoglienza dei migranti sono positive. Si trattava di buone persone che si sono inserite nella nostra comunità. In un territorio come il nostro, soggetto a un importante spopolamento, l’arrivo di nuove risorse umane potrebbe rivelarsi un’opportunità. Spero che non si inneschino polemiche razziste alimentando una guerra tra poveri perversa». Sono circa 240 gli stranieri che risiedono a Macomer. In città non sono stati mai segnalati fenomeni di intolleranza e razzismo. Anche i bambini, come spiega l’assessore Sergio Masia, che è anche dirigente scolastico, sono integrati e frequentano regolarmente la scuola. «Tutti i bambini stranieri iscritti nelle nostre scuole dopo essere arrivati in Sardegna – dice –, sono pienamente inseriti. Tra alunni e tra genitori non c’è stata mai conflittualità grazie anche alla disponibilità di chi è arrivato ad adeguarsi alle nostre regole».

Non si sa quanti siano i migranti che il ministero dell’Interno intenderebbe sistemare nell’ex carcere di Macomer, che è chiuso da quasi un anno e mezzo e presenta segni di degrado. Il complesso che aveva una capienza 46 detenuti, uno per cella, mentre la capienza tollerabile era di 92, ma si è arrivati ad accoglierne più di cento.

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