Ottana, vandali in azione nell’Area industriale
Danneggiati i tubi idraulici di una macchina della “Taccolini servizi ecologici” Il mezzo era stato noleggiato per la depurazione dei fanghi dei vasconi di raccolta
OTTANA. Ancora una volta ignoti in azione nell’area del depuratore della zona industriale di Ottana. Nella notte tra il 21 e il 22 aprile, infatti, hanno danneggiato, recidendoli, i tubi idraulici di una macchina operatrice di proprietà della ditta “Taccolini Servizi Ecologici s.r.l.” con sede a Costa Volpino (Bg). La macchina usata dai dipendenti del Consorzio, era stata noleggiata per la depurazione dei fanghi presenti all’interno dei vasconi di raccolta.
A presentare denuncia al commissariato di polizia di Ottana, il presidente del Consorzio industriale, Pier Gavino Guiso avvisato dagli operatori. Le indagini sono partite immediatamente. Certo è che i malviventi sono riusciti ad agire indisturbati visto lo stato di abbandono in cui si trova l’intera area industriale. Per questo non sarà operazione facile per gli inquirenti riuscire a scoprire gli autori del danneggiamento.
Ma quello di pochi giorni fa non è l’unico colpo inflitto alla zona industriale del Contratto d’area di Ottana.
Qualche anno fa, infatti, i ladri avevano cercato di portare via i tubi in acciaio delle condotte che collegano le fabbriche (chiuse o mai aperte), con il depuratore del Consorzio industriale dell’ex Enichem. All’interno di quelle condotte passavano un tempo i reflui industriali da depurare e immettere poi sulle acque del Tirso.
Centinaia di metri quelle tubature, costruite in acciaio tipo Aisi 316, giacevano in disuso lungo le canalette costruite spesso sulla superficie del terreno e in parte inutilizzate.
Così, armati di smerigli, mole e attrezzature idonee a tagliare i tubi, i malviventi avevano scardinato una parte della condotta della fogna chimica che collegava lo stabilimento della ex Legler con la diramazione principale che viaggia verso il Contratto d'area.
Non paghi di quell’operazione, i malviventi avevano tentato di fare la stessa cosa anche lungo la condotta che porta le acque chimiche dal Contratto d'area verso gli impianti di depurazione, non sapendo, però, che quella linea era ancora in esercizio per lo smaltimento dei reflui di quelle poche aziende ancora in produzione. Così, appena inciso un tubo della condotta, si erano resi conto che, dall'interno, fuoriusciva sostanza liquida e si erano dati alla fuga.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
