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Nuoro

Benedizione negata, vespaio social

di Giovanni Melis
Benedizione negata, vespaio social

Aritzo, sullo scontro tra scuola e parroco intervento in Regione di Marcello Orrù

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ARITZO. Sta suscitando un vespaio di polemiche la vicenda del presunto divieto di benedizione della scuola di Aritzo, che sarebbe stato opposto dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Desulo al parroco aritzese, padre Giovanni Zedda. Un fatto che risalirebbe al periodo pasquale, ma emerso prepotentemente dalle chiacchiere paesane. Nel paese di Bachis Sulis infatti, tantissimi concittadini si sono schierati col parroco e col diritto dei loro bambini a ricevere la benedizione. Una tradizione, più che altro, atteso che le funzioni religiose non possono essere celebrate durante l’orario scolastico. E dalle case, dalle strade aritzesi il dibattito si sposta nei centri limitrofi, nei social network e persino in consiglio regionale. In una lunghissima lettera infatti, il consigliere regionale Marcello Orrù, segretario nazionale Movimento cristiano-Forza popolare, ha duramente stigmatizzato la decisione della dirigente scolastica. «Ha destato in me molta sorpresa la decisione assunta dal vostro istituto di non accogliere la tradizionale benedizione post Pasqua da parte del parroco. Una decisione grave e sbagliata che segue la scia di altre scelte similari fatte da alcuni presidi che hanno vietato il presepe o il precetto pasquale a scuola. Viene dato un messaggio sbagliato innanzitutto agli stessi studenti che sono cosi indotti ad una errata percezione dell’inutilità della religione nella società. Si tratta di decisioni gravi, sbagliate e dannose per le giovani generazioni».

Secondo Orrù è in corso una campagna d’opinione contro i valori tradizionali nazionali e tra questi anche la religione. «Negli ultimi anni – aggiunge – sono in tanti a sminuire il valore delle feste religiose, accompagnate da incomprensibili proposte di togliere nelle scuole ogni simbolo religioso, dal crocifisso al presepe. Ad Aritzo ora la vostra scuola rinuncia alla benedizione pasquale a causa di una falsa idea di laicità. Lo ritengo un grosso errore». Vivacissimo il dibattito anche su Facebook nel profilo del sindaco di Desulo Gigi Littarru, secondo il quale «un poco di acqua santa non fa male a nessuno». E subito arrivano le repliche di favorevoli e contrari; c’è chi sta con la dirigente, che applica la legge, altri che deplorano la condotta della preside. Chiude il parroco di Desulo don Mariano Pili, che spegne le polemiche, ricordando come le confessioni religiose dovrebbero rimanere separate dagli ambienti statali e che esistono sempre le chiese, spesso semivuote, per la celebrazione dei culti.

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