La Nuova Sardegna

Nuoro

Dorgali, un nuraghe sulla tomba del papà emigrato

Dorgali, un nuraghe sulla tomba del papà emigrato

Il piccolo monumento è stato modellato da Mario Cerbello, figlio del dorgalese Salvatore, nel piccolo cimitero di Heilferskirchen, a un centinaio di chilometri da Francoforte, in Germania. Un omaggio al genitore che non aveva dimenticato il suo paese natale

30 aprile 2016
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DORGALI. Nel piccolo cimitero di Heilferskirchen, a un centinaio di chilometri da Francoforte, in Germania, tra le tombe e i tulipani di mille colori, spicca una particolare lapide in marmo che è fuori dagli schemi usuali del posto. Rappresenta, infatti, un nuraghe e un pastorello con una pecora. È l’omaggio che Mario Cerbello ha voluto fare al padre Salvatore, scomparso nel 2002.

Salvatore Cerbello era andato via dalla Sardegna giovanissimo, alla fine degli anni Cinquanta, alla ricerca di un lavoro. Seppure trapiantato in terra di Germania, dove ha costruito il suo futuro e quello dei suoi figli, Salvatore non aveva mai dimenticato la Sardegna dove inevitabilmente da ragazzino faceva il pastore. Poi la decisione di emigrare in Germania dove si sposa con una signora tedesca e dove nascono e crescono i suoi figli. A tenere sempre vivo il cordone ombelicale con Dorgali ci ha poi pensato il figlio Mario che, quasi ogni anno, trascorre in paese un periodo di vacanza con la famiglia e un gruppo di amici che a Dorgali sono ormai di casa. «Mio babbo Salvatore – racconta Mario Cerbello – era un calabrese trapiantato a Dorgali. Era partito in Germania nel 1959, a Baden Baden, alla ricerca di un lavoro. Per un anno ha fatto lavori saltuari. È rientrato in Sardegna e, dopo, è tornato ancora in Germania in una regione diversa dove ha lavorato per una fabbrica di ceramica per tre anni, dopo di che ha cambiato ancora lavoro. Il capo dell’azienda in cui lavorava da qualche anno era anche lui di Dorgali ed aveva assunto in Germania 10 dorgalesi, tra i quali mio padre».

«Poi – continua Cerbello – nel 1962 mio padre ha sposato una donna tedesca dalla quale ha avuto tre figli. È’ morto nel 2002, purtroppo». Ed è proprio per ricordare l’amore che suo padre aveva per la Sardegna, alla quale lo legavano anche molti affetti, che il figlio Mario, marmista e artista per passione, ha costruito sulla sua tomba una scultura in marmo che rappresenta un nuraghe, un pastore sardo e il suo gregge di pecore. «Il ricordo di quello che era mio padre prima di partire in Germania». (n.mugg.)

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