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Nuoro

Idea Motore, sogno finito: la produzione in Romania

di Stefania Vatieri
Idea Motore, sogno finito: la produzione in Romania

Domani la linea sarà smantellata e trasferita nell’Europa dell’est Inutile la mediazione della Regione con il colosso giapponese Nidec

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NUORO. Muore Idea Motore, la fabbrica di motori elettrici per lavatrici. Domani alle prime luci dell'alba una squadra di tecnici della Nidec Corporation — la multinazionale giapponese che due mesi fa si era aggiudicata all'asta la linea produttiva dello stabilimento di Pratosardo —smantellerà i macchinari per portarli in Romania, dove avvierà una nuova produzione. Questo è quanto è emerso a margine della visita nello stabilimento di motori elettrici da parte di alcuni tecnici del colosso nipponico accompagnati dal curatore fallimentare Bruno Zubani, avvenuta qualche giorno fa. Nessuna conferma da parte di Regione e sindacati che dichiarano di non saperne niente. Un 1° maggio amaro, quindi, per gli 88 ex operai metalmeccanici della fabbrica nuorese Idea Motore che oggi celebrano il funerale del loro stabilimento, arrivato come un fulmine a ciel sereno nel bel mezzo delle trattative con l'assessore regionale all'Industria Maria Grazia Piras. Risale a circa un mese e mezzo fa infatti il maxi vertice con la multinazionale giapponese, voluto proprio dall'assessore Piras — dopo i disperati appelli degli ex lavoratori e del sindacato — per chiederle di riprendere la produzione nel territorio e salvare il lavoro degli operai. L'incontro si era chiuso con la volontà da parte della Regione di studiare in sinergia con tutte le prati sociali un piano d’azione per incentivare un’eventuale ripresa produttiva a Pratosardo, anche solo di qualche anno. Ma alle parole a quanto pare non sono seguiti i fatti, lasciando dietro di sé il nulla. Svanisce così ogni speranza di riavvio o riconversione degli impianti della fabbrica che dal 2001 produceva motori elettrici per lavatrici e che dava lavoro a quasi un centinaio di operai. Un fiore all'occhiello sorto nell'area industriale di Pratosardo, grazie a una serie di finanziamenti regionali e statali, con oltre l'80 per cento di personale femminile specializzato. Oltre 5 mila motori elettrici per lavatrici prodotti ogni giorno e destinati a soddisfare la richiesta di grandi marchi come Candy e Bosch. Poi la discesa, in caduta libera verso il fallimento dichiarato a luglio e i restanti undici lavoratori, impegnati a coprire un solo turno lavorativo, mandati a casa.

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