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Nuoro

al teatro eliseo

“Libera...mente”, in scena la malattia mentale

“Libera...mente”, in scena la malattia mentale

Venerdì alle 18 lo spettacolo degli utenti e degli operatori del centro diurno di Tonara

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NUORO. Quarant’anni fa l’amministrazione provinciale di Nuoro, quando l’assessore ai servizi sociali era Peppino Balia, rifiutò un finanziamento di 9 miliardi per la costruzione di un ospedale psichiatrico e decise di adottare la linea della cura delle malattie mentali proposta dallo psichiatria triestino Franco Basaglia. Fu lo stesso Basaglia a venire in città e impostare i dettagli di quello che fu uno dei primi esperimenti del genere in campo nazionale. Nacquero così i gruppi famiglia, comunità dove i malati di mente affrontano insieme il proprio disagio, aiutati dagli educatori. Uno dei pionieri di quella rivoluzione fu Giampiero Altea, nuorese doc, educatore scomparso poco più di un anno fa, al quale il gruppo famiglia di Tonara dedica un omaggio con lo spettacolo messo in scena dalla compagnia “Libera… Mente” in programma venerdì alle 18 al teatro Eliseo.

Il lavoro teatrale è frutto dell’impegno degli operatori del Centro diurno di Tonara, struttura psichiatrica riabilitativa del Centro di salute mentale di Sorgono, ma anche un'occasione per ricordare Giampiero Altea, un animatore ed educatore psichiatrico che, nei primi anni Ottanta, ha iniziato a lavorare proprio a Tonara, occupandosi del reinserimento dei pazienti dimessi dagli ospedali psichiatrici, chiusi da pochi anni in seguito all'approvazione della Legge Basaglia del 1978.

La parte centrale della manifestazione vedrà la riproposizione della pièce teatrale "Passavamo sulla terra leggeri…", diretta dal Enzo “Liborio” Vacca di Ovodda.

La compagnia teatrale "Libera… Mente”, laboratorio artistico-riabilitativo del Centro diurno, che opera dal 2009, porta per la prima volta a Nuoro lo spettacolo che è stato già proposto con grande successo in tutti i centri della Barbagia-Mandrolisai con grande successo in termini di affluenza e di apprezzamento del pubblico.

Il titolo dello spettacolo è ispirato all'opera di Sergio Atzeni, ma vede anche una libera rivisitazione e interpretazione di vari autori, dallo stesso Atzeni a Grazia Deledda, passando per David Herbert Lawrence, Giuseppe Dessì, Francesco Masala.

Lo scrittore e giornalista Giacomo Mameli, unico autore vivente tra quelli contemplati nel saggio teatrale, con l'opera "La ghianda è una ciliegia", concluderà la serata con le considerazioni critiche finali sulla rappresentazione.

Particolare rilevanza sarà tributata, in questa occasione, al ricordo della figura di Giampiero Altea, educatore del Centro di salute mentale di Siniscola, scomparso prematuramente e improvvisamente nel gennaio dello scorso anno. L'operatore, unanimemente stimato e apprezzato per le sue qualità umane e personali, sarà ricordato anche per una rilevante e originale capacità professionale e culturale dell'agire psichiatrico.

La manifestazione è stata in parte finanziata con i proventi e le piccole offerte raccolte sia dalla stessa attività teatrale che dalle mostre espositive di opere artistiche e pittoriche realizzate nei laboratori riabilitativi del Centro diurno di Tonara.

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