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Nuoro

Abbanoa sconfitta in giudizio: dovrà risarcire 150mila euro

Abbanoa sconfitta in giudizio: dovrà risarcire 150mila euro

La storia risale al 2006 quando il gestore idrico aveva realizzato un impianto di depurazione in città Il tribunale ha accertato che i lavori hanno causato una perdita di cubatura nel terreno di un privato

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NUORO. Il Tribunale civile di Nuoro ha condannato Abbanoa al risarcimento, a favore di una società comproprietaria di un fondo sul monte Ortobene, di 150mila euro, oltre alle spese legali.

La storia risale al 2006 quando Abbanoa, in seguito a un decreto di occupazione d’urgenza emesso dalla Regione, era entrata in possesso di una parte del fondo di proprietà della società per realizzare un impianto di depurazione e utilizzo delle acque nere. Abbanoa, però, durante i lavori, aveva occupato una porzione di terreno più ampia di quella prevista dal decreto regionale causando così un danno alla società comproprietaria del fondo in termini di perdita di volumetria dell’intero lotto.

La vicenda è approdata nel 2011 nelle aule del tribunale civile di Nuoro, davanti al giudice Riccardo Massera, che, nei giorni scorsi, ha emesso la sentenza di condanna contro Abbanoa: il gestore idrico dovrà risarcire 150mila euro circa alla società nuorese.

Abbanoa, nel corso del giudizio, ha tentato di scaricare la colpa sulla impresa esecutrice dei lavori. Inutilmente. Il giudice ha infatti sottolineato nella motivazione della sentenza che è stata Abbanoa a commissionare la realizzazione delle opere – delle quali è proprietaria – che hanno determinato la trasformazione del fondo. Ed è quindi Abbanoa l’unica responsabile dei danni subiti dalla società proprietaria del fondo. Il consulente tecnico nominato dal giudice, dopo aver accertato, senza ombra di dubbio, che Abbanoa occupò una porzione di terreno superiore a quella prevista dal decreto regionale, ha stimato anche il valore dell’area occupata illegittimamente: 41mila euro. Dagli accertamenti è però emerso un altro fatto: l’occupazione di una porzione di terreno ulteriore da parte di Abbanoa ha comportato una perdita della cubatura edificabile nella parte restante del lotto che, come ha sottolineato il giudice nella sentenza, «è stato letteralmente tagliato in due parti dalle aree occupate da Abbanoa». Il danno, per la società comproprietaria del fondo, è consistente. Secondo le stime del consulente tecnico, infatti, la cubatura non più realizzabile è di 1.800 metri cubi, per un valore di 222mila euro. Alla società comproprietaria del fondo che ha citato in giudizio Abbanoa – difesa dall’avvocato Pasqualina Sanna– andranno quindi come risarcimento del danno 111mila euro.

Una bella batosta per il gestore del servizio idrico che dovrà rimborsare alla parte attrice anche le spese del giudizio, il compenso per l’avvocato e le spese per la consulenza tecnica d’ufficio: quasi 17mila euro. (g.z.)

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