Armi, orunese condannato a quattro anni
ORUNE. Due assoluzioni e una condanna a quattro anni di reclusione per tre orunesi accusati in concorso di detenzione illegale di un fucile semiautomatico Jager AP80 (con le fattezze di un...
ORUNE. Due assoluzioni e una condanna a quattro anni di reclusione per tre orunesi accusati in concorso di detenzione illegale di un fucile semiautomatico Jager AP80 (con le fattezze di un Kalashnikov) e di diverse munizioni, che erano state trovate in un’azienda agricola nelle campagne del paese.
I tre allevatori: Nicolino Campana e i fratelli Sebastiano e Carmelo Brau, difesi dagli avvocati Gianni e Gianluca Sannio sono stati giudicati con rito abbreviato davanti al gup Mauro Pusceddu. Pubblico ministero era Giorgio Bocciarelli.
Ma mentre per i primi due il giudice ritenendo insussistenti i gravi indizi di colpevolezza, li ha assolti, per il terzo ha emesso una sentenza particolarmente severa, dettata forse dal fatto che Carmelo Brau fosse recidivo. Fatto questo per il quale si ipotizza l'aggravamento pesante della pena da parte del giudice nei confronti dell'imputato che nel corso del processo si era attribuito tutte le responsabilità, scagionando di fatto gli altri due giovani.
Il fucile d'assalto insieme a sessanta cartucce e due caricatori, era stato ritrovato dagli agenti della polizia in località Nurdole, nelle campagne di Nuoro al confine con il territorio di Orune, ben nascosto in un cespuglio, a poche decine di metri dalla casa colonica usata dai due fratelli Brau come base all'interno del loro ovile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google