La Nuova Sardegna

Nuoro

Ghisu spiega le ragioni del no alla ricandidatura

di Tito Giuseppe Tola

Borore verso le elezioni. «Ora devo pensare a difendermi da accuse ingiuste» Corsa contro il tempo dei partiti anche a Silanus e Dualchi per completare le liste

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BORORE. Sono tre i Comuni del Marghine dove il 5 giugno i cittadini saranno chiamati a votare per eleggere il sindaco e il consiglio comunale. Si voterà a Borore, dove nel mese di luglio dello scorso anno un’indagine giudiziaria che ha coinvolto il sindaco, Tore Ghisu, ha lasciato il Comune senza amministrazione, e si voterà a Silanus e Dualchi, dove invece il mandato amministrativo si concluso alla scadenza naturale. Nei due Comuni è certa la presenza di una lista. Sia a Silanus che a Dualchi si lavora comunque per mettere in campo una lista concorrente.

A Silanus è certa una lista civica che nasce dall’alleanza di Pd, Rossomori, Partito dei Sardi, il movimento Insieme per Silanus e candidati indipendenti non legati a forze politiche. La guida Gian Pietro Arca, il quale è stato consigliere di opposizione nella tornata amministrativa che si è appena conclusa. Si sta lavorando alla formazione di un’altra lista guidata da Angelo Morittu, consigliere di minoranza del gruppo “Indipendentes pro Silanus”. La lista punta soprattutto sui giovani. Domani a mezzogiorno si saprà se parteciperà alla competizione elettorale.

A Dualchi, invece, è pronta la lista guidata da Ignazio Piras, il quale è già stato sindaco del paese e darà continuità all’azione amministrativa. Piras è stato invitato a guidare la lista dopo che il sindaco uscente, Tonino Sedda, ha rinunciato a candidarsi. Anche a Dualchi si sta lavorando a una seconda lista.

A Borore è certo che le liste saranno due. Il fronte “Borore 2.0” è già pronto a presentarla. Le primarie hanno indicato Bastiana Carboni quale candidata alla carica di sindaco. L’altra lista sta per essere completata e nasce dal gruppo “Borore partecipazione” che diede vita allo schieramento che partecipò alle elezioni del 2015. La lista “Borore 2.0” che intende dare continuità al programma interrotto un anno fa in seguito al commissariamento del comune, ha invitato Tore Ghisu a candidarsi come consigliere. Ghisu, che ha rinunciato, ne spiega le ragioni in una lunga lettera e precisa che la sua decisione non è «una fuga dalle responsabilità pubbliche e private», ma nasce «solo ed esclusivamente per una semplice, quanto chiara, ragione di opportunità», consapevole «di avere sempre agito correttamente, a favore del paese, durante tutti gli anni del mio impegno da sindaco nell’istituzione comunale». Precisa infine di voler impegnare le energie «a difendere la mia persona dalle accuse ingiustamente mossemi». Ghisu, che ha ricevuto tante sollecitazioni per candidarsi, precisa ancora che niente gli impediva di farlo. «Alle tantissime persone che mi sono state vicine e che avrebbero voluto vedermi di nuovo in campo e agli amici del gruppo, che mi hanno proposto la candidatura – conclude –, oltre a un sincero, sentito grazie, dico che continuerò a seguire il loro lavoro dando il mio contributo dall’esterno come semplice cittadino che, educato all’impegno pubblico, continuerà ad interessarsi del paese».

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