Nessun compratore per il calzificio Queen
Macomer, il complesso industriale non suscita alcun interesse nonostante il prezzo basso
MACOMER. È andato a vuoto anche l’ultimo tentativo di vendere lo stabilimento che fu del calzificio Queen fallito negli anni scorsi. Il complesso industriale situato in territorio di Borore tra la strada statale 131 e la vecchia Carlo Felice che collega Macomer in direzione sud, non suscita nessun interesse anche perché nessuno sarebbe interessato ad avviare una nuova attività che ne giustificherebbe l’acquisto. Il prezzo base, vantaggiosissimo e decisamente inferiore alla valutazione di mercato, non ha allettato nessun compratore. Se un tempo l’acquisto di un capannone industriale a poca distanza da Tossilo e dalla ss. 131 era un investimento sicuro e probabilmente anche redditizio, oggi non è più considerato un buon affare. Chi lo compra si ritroverebbe con tasse pesanti da pagare e col rischio che l’immobile possa svalutarsi, per non parlare dei costi legati alle manutenzioni indispensabile per impedire il deterioramento delle strutture.
Quella che è andata deserta il 3 aprile presso il Tribunale fallimentare di Oristano era l’ultima di una serie di aste giudiziarie bandite per cercare di vendere lo stabilimento. Per nove volte non è stata presentata nessuna offerta nonostante il prezzo base sia crollato. Il 6 ottobre del 2014 è stata bandita la prima asta col prezzo base di 5.216.800 euro. L’asta che si è conclusa nei giorni scorsi senza esito partiva da 992.000 euro. In meno di due anni il prezzo di partenza per le offerte sulle quali può essere avanzato un rialzo si è ridotto di oltre cinque volte.
La prossima data di vendita è fissata per il 19 luglio e il prezzo a base d’asta diminuirà ancora rispetto all’ultimo. Il valore di stima dell’immobile stabilito dai periti è di 3.950.000 euro. La vendita giudiziaria riguarda l’area sulla quale sorge lo stabilimento ex Queen e gli edifici adibiti a reparti di produzione, magazzini, uffici, foresteria e parcheggi. Il terreno si estende su una superficie urbanizzata di 105.576 metri quadri, poco più di dieci ettari e mezzo. I locali costruiti sull’area si estendono su una superficie di 25.350 metri quadrati. I lavori di costruzione dello stabilimento sono stati ultimati nel 1998. Si tratta dunque di edifici abbastanza nuovi, ma finora nessuno ha manifestato interesse all’acquisto.
Al contrario di quanto è accade per gli immobili, gran parte degli impianti e le macchine dell’ex calzificio, invece, sono andati via a pezzi attraverso le aste on line con le quali sono stati messi in vendita per lotti attraverso le gare bandite da un sito specializzato. (t.g.t.)
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