Morte al campetto, cambia il giudice e riparte il processo
NUORO. Riparte da zero, il processo che vede il giovane orgolese Pietro Mereu, difeso dall’avvocato Francesco Carboni, a giudizio con l’accusa di aver causato l’incidente nel quale era morto il...
NUORO. Riparte da zero, il processo che vede il giovane orgolese Pietro Mereu, difeso dall’avvocato Francesco Carboni, a giudizio con l’accusa di aver causato l’incidente nel quale era morto il compaesano di 14 anni, Luciano Succu, nel mese di maggio del 2013. La vicenda giudiziaria, che nei mesi scorsi aveva registrato alcune udienze con l’audizione dei primi testimoni della lista del pubblico ministero, ricomincia da capo, dunque, perché ieri mattina in tribunale a Nuoro è cambiato il giudice monocratico che se ne dovrà occupare: sarà il magistrato Manuela Anzani, e non più Mariano Arca. E la difesa non ha dato il consenso alla lettura degli atti, per cui il processo riparte da zero.
L’incidente che aveva causato la morte del giovane Luciano Succu, era avvenuto dunque tre anni fa, poco dopo la mezzanotte. Succu era stato travolto dal pick-up, Mitsubishi con il quale, insieme ad altri amici, aveva raggiunto il campo sportivo di Santa Caterina, a Orgosolo. Quella sera, Succu erano uscito per vedere una sfida di “Paint war", un combattimento dove ci si spara con fucili a vernice. L'incidente era accaduto a tarda notte, a manifestazione finita, quando gli organizzatori stavano sbaraccando e il gruppo di amici stava andando via. Il pick-up procedeva lungo lo sterrato quando aveva cominciato a sbandare, per poi ribaltarsi. Succu era stato sbalzato fuori dal fuoristrada, e la sponda del mezzo lo aveva colpito in pieno. I disperati tentativi di rianimarlo, purtroppo, si erano rivelati inutili. La Procura aveva iscritto sul registro degli indagati, il conducente del pick-up, Pietro Mereu. Il processo entrerà di nuovo nel vivo a settembre. (v.g.)
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