Tentato omicidio Cabua, il Pm: 14 anni
Le richieste dell’accusa e della parte civile all’udienza davanti al gup per l’episodio di violenza del 4 giugno di due anni fa
NUORO. Per il pubblico ministero Andrea Vacca, sulla sua colpevolezza non esiste alcun dubbio: Raimondo Melone, lulese, è stato colui che il 4 giugno del 2014 aveva «pianificato, ideato e commissionato il tentato omicidio di Giovanni Cabua». E anzi, sempre secondo la pubblica accusa, lo stesso Melone, visto che il progetto non era andato a buon fine, si stava attrezzando per tradurlo in realtà. Il suo progetto omicida nei confronti dell’ex vicesindaco di Lula Giovanni Cabua, dunque, stando alla Procura, era stato freddo, programmato, meditato a lungo, ed era nato per una ragione che spesso, in provincia di Nuoro, muove i malviventi: un terreno di campagna conteso.
E per questo, il pm Vacca, al termine della sua requisitoria che si è conclusa nella tarda mattinata di ieri, ha chiesto al gup Mauro Pusceddu per Melone «una pena finale di 14 anni», ma solo perché con il rito abbreviato usufruisce della sconto di un terzo della pena. La pubblica accusa, infatti, nelle sue richieste, era partita da una pena di 21 anni, ridotta di un terzo per il rito, più la continuazione per il porto e la detenzione di alcuni fucili.
Secondo il pm, Melone «è pericoloso, nonostante la sua personalità malata», che più volte è emersa nel corso delle udienze e delle indagini. Alle richieste del pubblico ministero, ieri, si è associata anche la parte civile rappresentata dall’avvocato Lorenzo Soro, che tutela gli interessi dello stesso Cabua. Mentre l’altro avvocato di parte civile, Pasquale Ramazzotti, parlerà nella prossima udienza, fissata per giovedì 12.
E sempre nell’udienza di giovedì, parlerà anche la difesa di Melone rappresentata dagli avvocati Gianni Sannio e Nazarena Tilocca. Nell’udienza di ieri, oltre alla richiesta di condanna a 14 anni per Melone, è arrivata anche la richiesta di condanna a due anni per Salvatore Loi, per la detenzione di alcune armi.
Il suo avvocato, Simonetta Pinna, discuterà nell’udienza di giovedì. Il processo sta arrivando, dunque, alle battute finali.
I fatti contestati risalgono dunque al 4 giugno del 2014, quando Giovanni Cabua era scampato per miracolo alla morte mentre accudiva i suoi cavalli nelle campagne di Lula. A inchiodare Melone, secondo l’accusa, ci sono anche diverse intercettazioni. Secondo la difesa, invece, quelle intercettazioni non provano affatto la colpevolezza dell’imputato, che oltretutto, secondo un consulente, è una persona che è affetta da una forma importante di disagio psichico.
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