A Siniscola una corsa a quattro tra speranze, conferme e debutti
Il secondo centro più popoloso della provincia alle prese con il dopo Celentano: un’era lunga 35 anni Sviluppo turistico, tutela dell’ambiente, formazione e occupazione giovanile gli obiettivi in comune
INVIATO A SINISCOLA. Quarant’anni il più giovane, ventisei di più il maggiore. Nella corsa a quattro per la carica di sindaco c’è anche lo spazio di una generazione, oltre che punti di vista differenti come raramente si è visto in passato a Siniscola. C’è la continuità con il centrosinistra che da quindici anni di fila governa il paese, rappresentata dal vice sindaco uscente Lucio Carta, c’è l’opposizione dura e pura di Antonio Satta e quella di Gianluigi Farris che strizza l’occhio all’elettorato di centro destra e al mondo delle imprese, entrambi consiglieri uscenti; c’è infine l’outsider Gian Pietro Gusai, chirurgo dell’ospedale San Francesco, alla sua prima esperienza politica, o quasi. Manca, per la prima volta dopo più di 35 anni, l’ex sindaco socialista Rocco Celentano, ma sono in molti a credere che sarà il convitato di pietra delle elezioni del 5 giugno prossimo. Ecco di seguito liste e aspiranti al ruolo di sindaco secondo l’ordine di presentazione.
Antonio Satta. Quarant’anni, laurea in sociologia a Roma, funzionario dell’agenzia regionale del lavoro nella sede di Olbia, guida la lista Zente Nova - Unione per Siniscola, che mette insieme due anime dell’opposizione che negli ultimi cinque anni ha reso difficile la vita alla giunta Celentano: interrogazioni, contestazioni politiche a scadenza quasi quotidiana, culminate nell’occupazione del municipio per dieci giorni contro il caro tasse. “Integralisti”, li definiscono gli avversari, ma Satta rigetta questa definizione: «Ogni nostro No è stato seguito da una proposta, dal piano urbanistico a quello per l’utilizzo del litorale; abbiamo detto No alla costruzione di alberghi a Santa Lucia perché pensiamo che l’albergo diffuso sia la soluzione più giusta». Le principali critiche all’amministrazione uscente: «Ha fallito sul fronte delle politiche del lavoro, non ha creato sinergie che favorissero l’inserimento lavorativo dei giovani. Le concessioni di chioschi e stabilimenti sul litorale? Uno specchietto per allodole, visto che per partecipare occorreva un impegno finanziario che soltanto chi è già nel settore o ha disponibilità finanziaria poteva assumersi. E sono anche troppo vicine al mare». Gli obiettivi: dare opportunità di occupazione, favorire il cooperativismo, evitare il ricorso agli appalti comunali in affidamento diretto anche dove la legge lo consente (sotto i 40mila euro, ndr), stilando un elenco di professionisti, dagli avvocati agli ingegneri, al quale attingere».
Gian Pietro Gusai. Quarantanove anni, stimato chirurgo dell’ospedale di Nuoro con esperienze lavorative all’estero, guida una lista civica, Identità e Rinnovamento, nella quale peraltro sono confluiti dissidenti del Pd, socialisti e sardisti. «A me interessa il confronto sulle idee, non sulle ideologie. Ho chiesto a ciascun candidato di anteporre l’interesse di Siniscola alle simpatie politiche». Candidato alle elezioni comunali di Nuoro del 2015 con il Partito dei sardi, nella coalizione che appoggiava il collega medico Alessandro Bianchi, Gusai crede in un concetto dinamico dell’identità, distante dal folclore. «Le nostre principali risorse? La cultura e il turismo, è in quella direzione che bisogna lavorare. Migliore qualità della vita e opportunità per i giovani: se diventerò sindaco istituirò un ufficio, composto da giovani, che si occuperà di come reperire fondi europei per avviare nuove iniziative. Favoriremo il cooperativismo, la nascita di consorzi. Penso alla pesca, un settore totalmente ignorato in passato: ci sarà una delega anche per questo settore. Punteremo sull’ambiente e sulla riqualificazione: abbiamo un territorio straordinariamente bello, la nostra vera ricchezza è questa, ma va offerta con servizi adeguati, dai trasporti ai bagni nelle spiagge più affollate. Dobbiamo amare la nostra città e le sue tradizioni, che sono quella di una comunità solidale, dove la comunicazione non si limita a un profilo sui social network».
Gianluigi Farris. Commerciante, 54 anni, guida Orgoglio Siniscola. In città lo conoscono tutti come Tardelli, soprannome che rivendica con orgoglio e risale al suo passato calcistico. Impegnato nel volontariato, viene da due mandati all’opposizione: l’occupazione del municipio contro la tassa sui rifiuti è anche merito suo. «Ma il nostro non è stato un No su tutti i fronti. Quando la maggioranza ha fatto proposte concrete, nell’interesse di tutti, come il Puc e il Pul, abbiamo votato a favore». La sua lista, che definisce di orientamento liberal-democratico, è appoggiata da simpatizzanti o iscritti di Forza Italia, ma anche dall’elettorato ex di An che a Siniscola e La Caletta ha avuto tanto peso anni fa. «La giunta Celentano ha scelto la politica del non fare. Il risultato è questo: Siniscola è rimasta al palo rispetto agli altri centri della costa orientale, la rotta va invertita. Occorre risolvere il problema dell’acqua, l’abbandono del porto, il decadimento della zona industriale, rilanciare l’agricoltura. E incentivare il turismo, ovviamente». L’età media della lista è attorno ai 40 anni, come le altre formazioni in campo. Le donne sono 6 su 16 candidati.
Lucio Carta. Ultimo ma non certo per importanza, è il vice sindaco uscente. Viene dal sindacato: 66 anni, è stato per quindici segretario provinciale della Fiom Cgil, da dieci anni è in consiglio comunale, nelle fila del Pd. Si candida anche per «senso di responsabilità»: prima delle elezioni è saltato il segretario del Pd siniscolese, Lorenzo Pau, sostituito da Giuseppe Pipere. Rotta l’alleanza storica con i socialistii che volevano ancora lo scranno del primo cittadino (sindaco e segretario provinciale del Psi sono la stessa persona, Celentano: «Nelle trattative Rocco ci ha portato allo sfinimento», ammette Carta), ha faticato per tenere insieme il partito, che ora si presenta insieme a Sel e a candidati dell’immancabile società civile. Dalla sua ha l’esperienza politica, un forte seguito tra la popolazione. Vuole puntare sull’occupazione giovanile, ridurre la pressione fiscale. L’occupazione del municipio? «Gli amministratori sono diventati esattori dello Stato, noi ne abbiamo fatto le spese. Ma abbiamo rimodulato la Tari, secondo me si può fare uno sforzo anche sull’Imu per le seconde case. Rivendico la realizzazione del piano urbanistico comunale e del Pul, che ha consentito l’apertura di cinque nuove attività imprenditoriali». L’altro problema che intende affrontare riguarda la burocrazia comunale, lenta ed eccessiva: «L’organico degli uffici è inadeguato per un centro delle dimensioni di Siniscola, il suo potenziamento è un nostro obiettivo». Guida la lista Siniscola Insieme.
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