Allevamenti di capre, da Dorgali parte un Sos
Al convegno all’hotel Sant’Elene gli esperti chiedono incentivi per il settore Contu (Ara): «Bisogna aiutare chi si occupa di una specie tipica dell’isola»
DORGALI. Stando ai commenti emersi nel corso del convegno, era il momento giusto per parlare di capre poiché il settore sta attraversando una crisi notevole, l’allevamento estensivo sta scomparendo, l’introduzione di nuove razze non ha migliorato la situazione e il mercato sta portando l’industriale trasformatore a delle scelte pesanti. Bisogna pensare a politiche a sostegno di questo particolare settore dell’allevamento che sta scomparendo. Sono diversi i caprari che stanno chiudendo. Improvvisamente sembra che i latte caprino non abbia più i valori che tutti riconoscono per qualità organolettica. Il problema è serio e il convegno che si è tenuto sul tema ha riscosso molto successo. Il titolo era “Salvaguardia e valorizzazione della capra sarda” e si è tenuto all’hotel ristorante Sant’Elene a Dorgali, organizzato in memoria del veterinario Gesuino Maricosu dai colleghi, Serra, Testone e Sale, dalla Cooperativa Dorgali-Pastori, l’Ara, Associazione regionale allevatori e il dipartimento di Medicina Veterinaria di Sassari, ha messo in evidenza tutte le problematiche che sono in atto.
«Un convegno – spiega Giuseppe Massimo Vacca, del dipartimento di medicina veterinaria di Sassari – che serve per far capire che il problema è sentito e che vorremmo che qualcuno iniziasse a vedere che cosa si può fare. Basterebbe si uscisse un po dagli uffici e vedere il territorio, sentire la gente. Le problematiche si conoscono bisogna avere il coraggio di discuterle di dibatterle e di intervenire. Non è certo una legge che salva il comparto caprino , bisogna fare sistema e contribuire tutti insieme anche per valorizzare il territorio montano che si sta spopolando».
Vacca ha moderato la seconda parte del convegno che ha visto una decina di interventi tecnici. La prima parte del convegno è stata moderata da Angelo Ruiu. Per Marino Contu direttore dell’Ara, «La capra sarda è un animale che sta scomparendo, molti con la globalizzazione stanno usando una capra spagnola che non ci appartiene, se continua così perdiamo la nostra tipicità, abbandoneremo le montagne, verrebbe a mancare quella funzione di allevatore o pastore capraro tutore dell’ambiente. Se mancano i nostri pastori e i nostri ovini o caprini è morto anche il territorio e tutto si degrada facilmente». Per Contu bisogna fare diverse politiche di incentivazione: «Io sono un tecnico, e posso solo proporre di detassare i redditi di queste persone o incrementare i redditi con degli incentivi particolari. Bisogna mettere gli allevatori nelle condizioni migliori di lavoro».
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