La Nuova Sardegna

Nuoro

tribunale/2

Il pm: «Non c’è prova, assolvetelo»

Il pm: «Non c’è prova, assolvetelo»

La richiesta per l’ex dipendente comunale accusato di peculato

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Si è difeso dicendo che lui quei soldi non li ha mai presi. Ieri il dipendete comunale Gino Cannas, accusato di peculato perchè secondo l’accusa, nel 2007 aveva sottratto alle casse dell'amministrazione 74mila euro che erano stati stanziati come rimborso per i sardi emigrati che tornavano nel capoluogo barbaricino per votare, è comparso davanti ai giudici del tribunale in seduta collegiale (presidente Giorgio Cannas a latere Tommaso Bellei e Sara Perlo). Ha voluto parlare e rilasciare dichiarazioni: «Tutta la documentazione veniva custodita all’interno di una cassetta di sicurezza dentro la cassaforte dell’ufficio. Quando sono andato in pensione ho effettuato il controllo semestrale e lasciato tutto in ordine. Avevo fatto presente di tutto il contenuto che a me risultava come semplice documentazione. Non aveva alcun valore».

Prima di lui ha deposto in aula un’altra impiegata del Comune che alla stregua dei colleghi sentiti nel corso delle precedenti udienze ha ripercorso alcuni passaggi tecnici legati ai rimborsi. Quindi la parola è passata al pm Tommaso Giovannetti che, ripercorrendo le fasi del dibattimento ha evidenziato come non sia stato possibile provare l’appropriazione e la volontà del soggetto di impossessarsi della cosa. Ha chiesto quindi ai giudici l’assoluzione dell’imputato perchè il fatto non sussiste. Anche l’avvocato della difesa, il legale Basilio Brodu, nel corso della sua discussione ha rimarcato come attraverso la deposizione dei testimoni ma anche dello stesso imputato, sia stato possibile dimostrare l’insussistenza dell’accusa. «Anche le verifiche patrimoniali fatte sui conti del ragioniere Cannas e della sua famiglia, hanno dato una lettura del conto corrente tipico di un lavoratore con salario che vive dal suo lavoro». Il legale, rivolgendosi al tribunale, ha chiesto l’assoluzione del suo assistito con la formula piena. «Spero – ha concluso l’avvocato Brodu – che venga ridata al mio assistito la serenità che merita». Ma dopo un’ora di camera di consiglio, quando si attendeva la sentenza, il giudice Cannas ha invece rinviato l’udienza al 19 luglio per risentire due dipendenti comunicali (Bullitta e Mingioni) che dovranno fornire chiarimenti in merito ad alcuni versamenti finanziari. (k.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative