La Nuova Sardegna

Nuoro

L’allarme della Confesercenti: «Crolla il credito alle imprese»

di Luciano Piras

I comparti turistico e commerciale vanno a picco, primato negativo per le zone interne Il direttore Gian Battista Piana alla Regione: «Che fine ha fatto il Piano di rilancio del Nuorese?»

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NUORO. «Che fine ha fatto il famoso piano di rilancio del Nuorese a cui tutto il partenariato ha lavorato negli ultimi 12 mesi?». A porre l’interrogativo è la Confesercenti Nuoro-Ogliastra dopo l’ultima constatazione di fatto: crolla il credito bancario alle imprese. Mentre il dato regionale parla di un aumento medio annuo del +2,9%, Nuoro va in controtendenza e perde un -2,1% dei prestiti concessi alle aziende. E a soffrire sono soprattutto i comparti commerciale e turistico.

«Riscontriamo un +2,7% per le aziende con 0-5 addetti, un -2,9% per quelle con 6-19 addetti e un -3,5% con 20 e più addetti» spiega Gian Battista Piana, direttore della Confesercenti provinciale Nuoro-Ogliastra. L’associazione di categoria che ha raccolto una serie di dati (aggiornati al dicembre 2015) e monitorato diversi indicatori dell’attuale fase di credit crunch attuato dalle banche nei confronti del complesso delle imprese. «Resta preoccupante – sottolinea Piana – il dato relativo alle sofferenze bancarie lorde che, in provincia di Nuoro, fa registrare un +14,1% che rappresenta il dato di gran lunga peggiore su tutte le province sarde».

«Gli interventi della Banca centrale europea negli ultimi mesi non hanno portato in provincia di Nuoro i benefici sulla dinamica dei prestiti alle imprese che invece si riscontrano su scala regionale» spiega ancora il direttore della Confesercenti Nuoro-Ogliastra. Le piccole e medie imprese sono stremate dallo shock di una interminabile crisi di consumi, da una pressione fiscale insostenibile e da una asfissiante giungla burocratica di norme.

Centinaia di imprese continuano a chiudere e la dinamica asfittica delle concessioni di prestiti alle aziende riduce sempre di più la possibilità, soprattutto per le realtà economiche più piccole, di resistere sul mercato interno. «Le stesse imprese – riprende Piana – giudicano quello del mancato accesso al credito come uno dei principali problemi per la propria operatività in quanto la prolungata fase recessiva con la conseguente caduta dei profitti e la minore possibilità di autofinanziamento, le rendono imprese più dipendenti dal sistema bancario. Ciò che emerge dai dati è un deciso rafforzamento del processo: imprese in difficoltà, sofferenze in crescita vertiginosa, restrizioni creditizie crescenti. Un processo che non ci piace – evidenzia l’associazione di categoria – ma che per alcuni versi, in una logica strettamente bancaria, potrebbe risultare abbastanza comprensibile se non fosse che, a guardare bene i dati, non sempre i comportamenti del sistema bancario sono in linea con questa logica. In Provincia di Nuoro le difficoltà sono generalizzate e coinvolgono pressoché tutti i comparti; questi dati sul credito non fanno altro che confermare lo stato di agonia in cui versa questo territorio».

«Qualche tempo fa il Sole 24ore elaborando i dati del dipartimento delle Finanze e dell’Istat aveva certificato in qualche modo lo stato di crisi della nostra provincia ponendo Nuoro tra le peggiori 7 province d’Italia (la peggiore in Sardegna) in termini di variazione del reddito medio nel periodo 2010-2014 (-4,2%). Oggi solo nei settori commercio e turismo, i dati di Movimprese relativi al primo trimestre 2016 della ex provincia di Nuoro, ci danno un saldo negativo di altre 79 imprese». «Ma quanti indizi servono – chiude Piana – per rendersi conto del dramma che sta vivendo questo territorio e beneficiare di un minimo di attenzione da parte della politica regionale?».

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