Bufera politica sulla biblioteca Satta
L’amministrazione Soddu: «Il commissario deve dimettersi». Mulas: «Le mie dimissioni le ho offerte da tempo»
NUORO. Non bastavano le solite infiltrazioni di acqua piovana. Ora la biblioteca Satta dovrà resiste alla vera bufera, quella politica della resa dei conti. Il teatrino del tira e molla tra Nuoro e Cagliari, infatti, è arrivato al capolinea. Con un documento di fuoco che la coalizione di maggioranza in consiglio comunale manda all’indirizzo del commissario straordinario Vannina Mulas. E con l’effetto domino che certamente provocherà la risposta immediata dello stesso commissario in carica dal 2010. «In questi dieci mesi di mandato la nostra maggioranza si è concentrata sulla macchina amministrativa e sul modo di farla ripartire – si legge in una nota dei partiti che nel maggio 2015 hanno portato Andrea Soddu al governo di Nuoro –. I risultati iniziano peraltro a intravedersi non solo con un rinnovato rapporto di reciproca e costante e sintonia con i cittadini ma, concretamente, con un significativa riduzione della pressione fiscale. Non ci siamo voluti per nulla far distrarre dal furore ossessivo di occupare i posti di potere, come certa politica era abituata a fare in questa città» sottoscrivono le segreterie di La Base, il Partito sardo d’Azione, Atene sarda, Scegliamo Nuoro, Ripensiamo Nuoro e La Città in Comune.
«Quella stagione è fortunatamente conclusa e se ne sono accorti oramai tutti» insiste la coalizione di maggioranza. «Tutti – è qui arriva la stoccata –, tranne il Commissario straordinario del Consorzio per la pubblica lettura Sebastiano Satta». Ossia. Vannina Mulas. «Non solo in questi cinque anni di incarico lautamente retribuito non ha svolto neppure l’unico compito a cui era tenuta, ovvero ricostituire gli organi sociali e dare una prospettiva moderna, contemporanea e innovativa alla biblioteca, ma si è arroccata nel fortino prebendizio non opponendo alcuna resistenza (anzi, in qualche modo implorandola) alla scellerata incursione del legislatore regionale che sta tentando di estromettere il Comune di Nuoro dalla vita delle sue istituzioni culturali. Abbiamo confidato in questi mesi, evidentemente invano – prosegue la nota delle sei forze politiche al governo della città –, che il commissario rendesse conto della sua attività per poi rimettere il suo mandato nelle mani dei nuovi amministratori, se non altro per verificare se potesse godere ancora della fiducia. E invece nulla, con ciò costringendo i gruppi politici di maggioranza a rendere pubblico questo atto di sfiducia e, ringraziandola per la sua disponibilità, a confidare in un sussulto di dignitosa ritirata».
Una scomunica politica, insomma, o poco ci manca.
«Un attacco personale» lo liquida subito la diretta interessata, Vannina Mulas. «Un attacco personale della coalizione tanto volgare quanto qualificante di coloro che non vogliono farsi “distrarre dal furore ossessivo di occupare i posti di potere”. Un attacco personale che non merita risposta».
«Il contenuto è segno di scarsa competenza» insiste nella replica. «Meritano invece un chiarimento – sottolinea – il rispetto per l’istituzione che rappresento e la doverosa considerazione verso il Comune e la Provincia di Nuoro, come istituzioni, che mi hanno investito del mandato a suo tempo».
Era il dicembre 2010 quando Vannina Mulas, area socialista, già sindaco di Dorgali e già presidente della Comunità montana del Nuorese, venne chiamata ad amministrare il Consorzio per la pubblica lettura Satta. Frantumato con la fine delle Comunità montane e la riforma degli enti locali.
E qui, Vannina Mulas, entra nel merito della bufera. «La situazione del Consorzio è stata rappresentata e documentata sia al sindaco Andrea Soddu sia all’assessore alla Cultura Sebastian Cocco nell’unico cortese incontro (dopo svariate richieste, ma è comprensibile che una amministrazione appena insediata si ponga delle priorità!) a distanza di alcuni mesi dall’insediamento dell’amministrazione Soddu».
«Ma tant’è, la poca competenza è dovuta alla scarsa informazione delle questioni – va di fioretto Mulas –. Il Commissario straodinario è chiamato ad amministrare il consorzio privo di organismi istituzionali, la nomina degli organi sociali è compito degli enti consorziati – spiega –. In questo caso, dopo l’approvazione della legge regionale di Riforma degli enti locali, anche della Regione. Le richieste poste più volte a Cagliari sono state poste perché la compensazione economica era necessaria, dopo la soppressione delle Comunità montane».
«D’altronde, poi, la Regione è da sempre fonte importante di finanziamento per la biblioteca e per il Consorzio Satta, che non si sarebbe mai potuto reggere con le sole risorse dei soli Comune e Provincia, segno che la Regione ha sempre considerato questa biblioteca di livello regionale. Soltanto chi non conosce le vicende e la normativa di questi ultimi anni, non riesce a rendersi conto della situazione estremamente complicata e difficile in cui il Consorzio Satta ha dovuto vivere nell’ultimo ventennio».
«La svolta e la prospettiva moderna, contemporanea e innovativa della biblioteca (prospettata nell’ultimo dei diversi progetti presentati), si costruisce dando indirizzi precisi sul ruolo che si vuole attribuire a una biblioteca pubblica come la “Sebastiano Satta”. E questa prospettiva si è chiesto più volte di rappresentarla congiuntamente agli enti consorziati prima ancora della approvazione legge di Riforma degli enti locali (la cosiddetta “legge Erriu”, ndr)». «In realtà – e qui Vannina Mulas alza la voce – la mia disponibilità alle dimissione e alla ricerca di una soluzione per il futuro del Consorzio è stata offerta da tempo al sindaco Soddu come pure alla Regione (ben comprendendo che ci sono e legittime aspirazioni). Da parte mia non c’è nessun arroccamento “nel fortino prebendizio”: il commissario della “Satta” è retribuito alla pari degli altri commissari, dell’università per esempio. Nel mio caso, ci sono i documenti che lo provano, fin dal primo anno ho optato per l’autoriduzione dell’indennità (ricevuta sempre l’anno successivo all’erogazione dei contributi) a favore dell’acquisto libri e attività della biblioteca. Comunque – chiude – ricordo che anche oggi sono ancora disponibile e ritirarmi: ditemi solo a chi devo presentare le dimissioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google