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Nuoro

Idea Motore, uno spiraglio dopo l’asta del capannone

di Stefania Vatieri
Idea Motore, uno spiraglio dopo l’asta del capannone

Pratosardo, acquistata dalla figlia del fondatore la sede dell’azienda fallita La “Motor Appliances” è decisa a riprendere la produzione e spera nella Regione

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NUORO. Uno spiraglio di speranza per i lavoratori delle defunte aziende Idea Motore e AM Italia, una nata sulle ceneri dell’altra, nello stesso capannone nell’area industriale di Pratosardo, entrambe fallite. Fallimenti che si sono portati dietro situazioni drammatiche di disagio e disperazione visto che hanno finire per strada un’ottantina di lavoratori diretti e un’altra decina dell’indotto. Ma nel muro impenetrabile di fallimenti e di carte bollate si sarebbe aperta una minuscola breccia che potrebbe anche allargarsi se le premesse dell’ultimo atto dovessero essere confermate.

Ieri è stato battuto all’asta per 600mila euro il capannone della fabbrica di motori elettrici per lavatrici AmItalia, ex Idea Motore. Intorno alle 10, nello studio del curatore fallimentare Giovanna Macchiavelli sono state aperte le buste con due offerte. Ad aggiudicarsi l'asta — partita da 330mila euro — è stata l’azienda piemontese “Motor Appliances Factoring srl”, neo società con a capo Paola De Vecchi, figlia del fondatore di “Idea Motore spa”, deceduto qualche anno fa. La gara fino all’ultimo ha lasciato con il fiato sospeso la nutrita delegazione di ex operai della fabbrica, che in religioso silenzio hanno atteso davanti allo studio l’esito dell’asta. Ma per l’agguerrito concorrente “Lombarda costruzioni srl”, nota impresa edile del sassarese rappresentata dall'avvocato Salvatore Gaias, il dado era tratto e dopo circa un’ora di ininterrotti rilanci è stata costretta a cedere il passo all’astigiana “Motor Appliances Factoring”, che il 15 marzo scorso aveva anche partecipato all’asta fallimentare per i macchinari dello stabilimento di Pratosardo, acquistati poi dalla giapponese “Sole Nidec corporation”, leader mondiale nella produzione di motori elettrici.

«L’aggiudicazione all’asta del capannone è una concreta prova che la nostra volontà in qualità di società “Motor Appliances” è di riattivare lo stabilimento di Nuoro e cogliere le opportunità di mercato per la produzione di motori elettrici – ha spiegato il rappresentate legale della società piemontese –. L’odierna aggiudicazione purtroppo non costituisce un punto di arrivo, perché ora resta da risolvere il problema della disponibilità e l’utilizzo dei macchinari che ora sono di proprietà della multinazionale giapponese – ha aggiunto –. Soltanto operando in sinergia con la multinazionale giapponese sarà possibile riprendere l’attività. Considerate le difficoltà esistenti, ricordiamo che un ruolo decisivo potrà essere svolto solo dalle istituzioni».

Un interesse manifestato anche all’assessorato regionale all’Industria, che a margine della nota stampa del 4 maggio, in cui veniva ufficializzato il rifiuto della Nidec a proseguire la produzione di motori a Pratosardo, scriveva: «Dall’incontro è emersa la possibilità che un altro soggetto imprenditoriale intervenga per consentire la ripresa della produzioni negli impianti dello stabilimento barbaricino. L’assessore si è impegnata a verificare questa nuova opportunità».

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