Attacco frontale del Pd su università ed enti locali
Deriu, Manca e Moro sparano ad alzo zero sull’amministrazione Soddu «Siamo in mano a una classe politica inadeguata per guidare il nostro comune»
NUORO. Il futuro polo culturale diventa il terreno di scontro tra l’amministrazione civica di Andrea Soddu e l’opposizione di centrosinistra, guidata dal Pd. Dentro la disputa istituzioni che competono a Nuoro e al territorio: dall’università, al Man, alla biblioteca Satta. Il Pd riunisce in viale Trieste i suoi iscritti, e non solo. Relaziona Roberto Deriu, consigliere regionale e guida di una delle due correnti locali del partito. Illustrazione che sarà anche tecnica, visto che l’ex presidente della Dc è stato relatore della legge di riforma degli enti locali, dello scorso gennaio, dove si disciplina anche il polo culturale della defunta Atene sarda. Prima però c’è molto da dire sul fronte politico.
La mattina i dirigenti hanno letto le dichiarazione critiche della maggioranza municipale sulla gestione del Consorzio di pubblica lettura “Satta”, con l’invito a fare un passo indietro all’amministratrice Vannina Mulas. Un benservito con poche delicatezze, che l’amministrazione Soddu ha giustificato con la necessità di chiudere il commissariamento dell’ente e passare a una fase in cui disegnare veste giuridica e programmi per il futuro.
Soluzione e modi, soprattutto, che i democratici venerdì hanno collocato come un bersaglio e iniziato a spararci addosso. Con primi colpi appannaggio del capocorrente Deriu, intervenuto dopo la presentazione del segretario cittadino, Francesco Manca.
«Ci troviamo davanti ad una classe politica inadeguata per guidare il nostro comune. Non si può dare la croce addosso alla scelta e ai costi per l’amministrazione del consorzio della “Satta”, quando la giunta Soddu paga molto di più un proprio uomo per governare un organismo che la legge di riforma della Regione non prevede più». Nella postazione di tiro si alternano via via l’ex assessore dei Lavori pubblici, Roberto Cadeddu (Comunisti), che parla di «polemica pedestre».
Il vecchio compagno di giunta, con delega alla Cultura, Leonardo Moro, ritorna per un momento allo scranno e all’atmosfera del Consiglio, senza mutare aspetto e cifra comunicativa: «Si tratta di un’amministrazione rinchiusa in città, perché inadeguata a reggere il livello più alto».
Frontale con Vannina Mulas a parte, il disaccordo tra vecchia e nuova maggioranza municipale è su tutte le istituzioni culturali.
Università: il Pd contesta la scelta della giunta Soddu di avere tolto l’appoggio in Regione per la chiusura del riconoscimento della fondazione. Il consigliere regionale Deriu: «La loro tesi, da giuristi da pic-nic è: considerato che in questi anni di commissariamento si è comunque andati avanti con il vecchio contenitore istituzionale, è segno che il consorzio va bene. Tutto questo senza preoccuparsi un minimo che la Regione ha fatto tabula rasa dei consorzi, se si escludono quelli di bonifica e industriali». Tonino Rocca, da anni alla guida del Man, ha addirittura coniato un nuovo concetto: “salvinizzazione della politica comunale”.
Perché, con il leader della Lega Nord, che non riconosce la recente legge del parlamento sulle unioni civile, «il Comune di Nuoro non vuole riconoscere la norma della Regione sul riordino degli enti locali». La guerra non è tuttavia solo mediatica. Il gruppo consiliare Pd (per voce di Leonardo Moro) ha annunciato un ricorso in Consiglio regionale contro la deliberazione del municipio di Nuoro, che va a disconoscere la fondazione.
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