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Nuoro

Sorgono, i sindaci marciano su Cagliari a difesa dell’ospedale

di Giovanni Melis
Sorgono, i sindaci marciano su Cagliari a difesa dell’ospedale

Manifesteranno contro il nuovo piano sanitario regionale Giovanni Arru: «Una risposta forte ai tagli sui servizi»

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SORGONO. Si prepara una mobilitazione mai vista nel comprensorio Barbagia Mandrolisai per manifestare, davanti all'assessorato della sanità e alla Regione il massimo dissenso nei confronti del piano sanitario regionale che rischia di cancellare i servizi essenziali nel territorio.

Le promesse della giunta Pigliaru e dell'assessore Luigi Arru non hanno convinto i cittadini e le amministrazioni del territorio. Sindaci che, dopo una serie di riunioni, hanno deciso di portare la voce di protesta a Cagliari, per dire un no deciso al ridimensionamento dei servizi nel presidio ospedaliero di Sorgono.

Il sindaco di Sorgono, Giovanni Arru è uno dei più fermi sostenitori dell'iniziativa e chiede ai cittadini la massima mobilitazione per esternare tutto il dissenso dei cittadini del territorio contro quella che viene definita “la bufala del miglioramento dei servizi”.

Arru nella riunione di ieri si è soffermato a lungo sulla necessità di compattezza del territorio nel rivendicare «un diritto essenziale come quello alla sanità che non può essere oggetto di contrattazione e neppure di sacrificio davanti all'altare dei numeri. Non siamo d’accordo con questa manovra fatta per un presunto risparmio, che di fatto neppure c’è. In compenso è chiaro il sacrificio dei diritti che viene chiesto alla cittadinanza. Ovvero di rinunciare a curarsi con comodità, tempestività e nel proprio territorio. Il nostro ospedale e i servizi di sanità territoriale sono fiori all'occhiello».

«La Regione Sardegna – ha aggiunto – ci chiede dei sacrifici che comporteranno soltanto migrazione territoriale e nessuna garanzia sull'assistenza. Questo non lo accetteremo mai. Abbiamo cercato il dialogo in tutti i modi, non sono arrivate risposte soddisfacenti. Non possiamo fare altro che andare con i nostri cittadini a chiederle, con educazione e fermezza».

L’amministrazione comunale ha messo a disposizione dei pullman per la cittadinanza per consentire a tutti di essere presenti. Così faranno anche Atzara, Desulo e tanti centri.

«Stiamo preparando na lunga marcia dall’interno verso i centri di potere – ha detto il primo cittadino di Atzara Alessandro Corona – per dimostrare di essere vivi e vigilanti. E per nulla intenzionati a tollerare la premiata ragioneria dell'assessorato. Mi viene in mente una domanda e cioè: come mai gli sceicchi che in tutto il mondo investono sul calcio, non lo fanno in Italia? E come mai gli sceicchi investono sugli ospedali in Sardegna? Ma – ha concluso Corona– questa forse è un'altra storia che a noi non interessa. Noi chiediamo la salute, diritto che non ci può essere negato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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