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Un paese in lacrime ha salutato Peppe Mulas

Un paese in lacrime ha salutato Peppe Mulas

FONNI. «E mi raccomando: scrivi due righe di merito per i giovani. Sono il futuro per il calcio fonnese e vanno incoraggiati». Un ordine, non solo un buon consiglio. Perchè Peppino il calcio lo...

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FONNI. «E mi raccomando: scrivi due righe di merito per i giovani. Sono il futuro per il calcio fonnese e vanno incoraggiati». Un ordine, non solo un buon consiglio. Perchè Peppino il calcio lo conosceva davvero e quando ci collaboravi, ti dava sempre buone dritte per scrivere un articolo esaustivo. La penna di Fonni, ci ha lasciato, vinto da una malattia che ha combattuto con la consueta grinta. E tutto il paese, che lo conosceva come storico barista, oltre che come atleta, dirigente e narratore di mezzo secolo di sport, ieri gli ha voluto tributare un sentito omaggio ad una vita dedicata al lavoro e allo sport. Peppino Mulas era una istituzione per la società civile e non solo per il calcio di Fonni, del quale conosceva tutto. Non soltanto per le belle cronache, sempre ricche di dettagli, con cui raccontava il calcio di provincia. E non solo quello di Fonni o Gavoi, ma anche di altri eventi sportivi del territorio. Sempre preciso e dovizioso nelle cronache, così come lo era nella professione, era caratterizzato da una espressione un poco burbera che tradiva il suo carattere gioviale e l’enorme capacità comunicativa. Oltre la disponibilità. Chi entrava nel suo bar, oltre ad essere ricevuto con cortesia era certo di trovare riferimenti di ogni tipo. Dal passaggio dei bus, agli eventi che si tenevano in paese e a una qualsiasi informazione, turistica o storica che fosse. Appena si entrava, il primo impatto era quello di una occhiata quasi radiografica, seguita sempre dal saluto, a cui seguivano informazioni e risposte a qualsiasi domanda. Da tantissimi anni collaborava con La Nuova Sardegna, scrivendo di vita sportiva. Non si limitava mai alla cronaca, ma seguiva gli eventi con passione, dando spazio ai particolari. «Peppino Mulas era la nostra memoria storica – dice il presidente del Fonni Michele Mattu – era il calcio. Lui ci ha trasmesso la passione, la sportività, l’attaccamento alla maglia del Fonni. Era un fuoriclasse in tutti i sensi, sia con le parole che co i fatti. Il suo “testamento” fatto di esempi concreti e di racconti di vita civile e sportiva mancherà a tutti». (g.m.)

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