I bandi per la crisi del Nuorese: «I soldi non sono ancora arrivati»
La drammatica denuncia degli imprenditori che sono rientrati nelle graduatorie dei Pfsl e dei Pia 2013 «Molti di noi hanno già realizzato gli investimenti con risorse proprie. La burocrazia ci sta uccidendo»
NUORO. Amarezza, sconforto, ma anche tanta voglia di fare impresa e di conquistare nuovi mercati esteri. Hanno grinta da vendere gli imprenditori nuoresi, nonostante gli intoppi e le lungaggini della burocrazia. Ieri, in una conferenza stampa organizzata da Confindustria, hanno raccontato le difficoltà incontrate per ottenere i finanziamenti dopo essere rientrati nelle graduatorie dei bandi Pia e Pfsi del 2013 per le aree di crisi del Nuorese. «Delle 117 imprese che sono rientrate in graduatoria molte stanno facendo i salti mortali per rimanere in piedi – hanno detto gli imprenditori presenti in sala – Altre, come l’Az food di Macomer, sono state costrette a chiudere a causa dei ritardi nella concessione dei contributi».
I bandi per rilanciare l’economia del Nuorese sono stati pubblicati nel maggio del 2013. A fine 2014 la pubblicazione delle graduatorie con l’elenco delle aziende beneficiarie che hanno presentato progetti innovativi in diversi settori, dall’agroalimentare al distretto del marmo. A quel punto sorgono i problemi sia con la Regione sia con l’ente istruttore (Unicredit) che si rimpallano a vicenda le responsabilità. «Ogni volta la banca chiedeva di integrare la documentazione, cosa che noi facevano celermente, e poi silenzio totale da parte dei funzionari», hanno raccontato gli imprenditori.
«La crisi non si può risolvere in questo modo – ha ribadito Massimiliano Meloni della Fattoria del Gennargentu – Dopo tre anni non abbiamo ancora risposte. Vorrei ricordare ai politici che il fattore tempo è fondamentale per essere competitivi sul mercato. Noi abbiamo già fatto gli investimenti previsti, ma ancora non abbiamo visto neanche un euro. Questo non è un bando – ha continuato – È un controbando che sta accentuando la crisi. La mia impresa, su un investimento programmato di 600mila euro, ha già anticipato 280mila euro. Se questo è il modo di aiutare le imprese a risollevarsi... Se non fossi il titolare avrei dovuto licenziarmi», ha concluso amaramente.
Un’esperienza analoga a quella di Pierpaolo Milia, titolare della Prof&A di Macomer. «Abbiamo realizzato l’investimento un anno fa, abbiamo assunto 3 persone e abbiamo anticipato tutto di tasca nostra. Stiamo ancora aspettando i contributi, chissà se arriveranno». Stesse conclusioni amare anche per Gavino Guiso, della Mac Formaggi di Macomer: «Le idee agli imprenditori non mancano, ma non c’è un apparato regionale all’altezza». Critiche anche da Rosanna Dessena di Orosei Marmi: «Finora abbiamo assunto 13 persone. Altre dieci resteranno a casa dal momento che ancora non abbiamo visto neanche un euro». «Basta fare conferenza stampa in pompa magna – ha concluso il presidente Roberto Bornioli – Alle parole devono seguire i fatti». (g.z.)
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