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il ciclista morto sulla 125

Alle Grazie oggi l’ultimo saluto al “capitano” Luca

Alle Grazie oggi l’ultimo saluto al “capitano” Luca

NUORO. Oggi l’ultimo saluto della città al “Capitano” Luca. Questa mattina alle 10 nella chiesa di Nostra Signora delle Grazie i parroco, padre Giuseppe Magliani celebrerà i funerali di Luca Dettori,...

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NUORO. Oggi l’ultimo saluto della città al “Capitano” Luca. Questa mattina alle 10 nella chiesa di Nostra Signora delle Grazie i parroco, padre Giuseppe Magliani celebrerà i funerali di Luca Dettori, noto è stimato sportivo nuorese. La salma è stata consegnata ieri ai familiari dopo le consuete pratiche di espianto degli organi, donati per esplicita volontà dello stesso. Luca Dettori era molto conosciuto in città per via della storica attività “Il Salumiere”, ma lo era ancora di più nel mondo dello sport per le numerose medaglie e trofei conquistati lungo la dorata carriera sportiva.

Nel 2014 è stato infatti il primo nuorese nella storia e l'unico sardo tra i circa duecentotrenta italiani che hanno partecipato alla tappa europea degli “Ironman”, una gara estrema che prevede 3,8 km a nuoto,180,2 km in bicicletta e i 42,2 km della classica maratona, disputata a Zurigo, e nella quale si sono cimentati 3500 atleti provenienti da ogni parte del mondo. Un campione dunque nello sport e nella vita. Lo hanno ricordato anche ieri gli amici e compagni di squadra della TriNuoro — alcuni di loro erano in bici insieme a lui il giorno dell'incidente – in un commovente messaggio scritto sui social : «Alle 9.25 di domenica hai imboccato una scorciatoia per il paradiso, in sella alla tua inseparabile passione. Nessuno può dirlo, ma possiamo solo immaginare che su quel rettilineo i tuoi occhi fossero sorridenti, il cuore caldo e l’anima come sempre al posto giusto, sul trono dell’immortalità — scrivono i compagni di squadra sulla pagina Facebook della società sportiva — Un atleta unico e testardo che a testa bassa, con il sudore a gli occhi che bruciavano, superava le dure salite e ingannava il dolore immondo alle sue articolazioni, per raggiungere quel traguardo per molti ancora lontanissimo, e che lui tagliava con una tale allegria da lasciare basiti anche i più forti al mondo». «Ed è così che lo porteremo dentro di noi. Con la certezza che continuerà ad essere anche lassù lo stesso Capitano che era in terra: il primo ad entrare in battaglia e l’ultimo ad uscirne. Il più delle volte, con il dito medio alzato che ironizzando dicendo “Si vede la spina?”. Ciao, Amico». (s.v.)

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