La Nuova Sardegna

Nuoro

Idea Motore, via allo smantellamento

di Stefania Vatieri
Idea Motore, via allo smantellamento

Fallito anche l’ultimo tentativo di rilancio della Motor Appliances. Muro umano dei lavoratori davanti alla fabbrica

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NUORO. Crolla anche l’ultima speranza di rinascita della fabbrica di motori elettrici Idea Motore. La multinazionale giapponese Sole Nidec corporation ha rifiutato anche l’ultima proposta messa in campo dalla società piemontese Motors Appliances (con a capo la figlia del fondatore di Idea Motore) che si era detta pronta a riavviare la produzione nello stabilimento di Pratosardo in qualità di “terzista” del colosso nipponico, acquistando anche il capannone all’asta. La proposta era stata accolta anche dall’assessorato regionale all’Industria, con l’impegno di valutare il progetto insieme al Ceo della Nidec, che ha immediatamente espresso parere negativo.

«Considerate le comunicazioni che la Regione ha fatto pervenire ai rappresentanti sindacali, l’iniziativa da noi intrapresa è finita ancora prima di nascere poiché non si sono determinate le condizioni essenziali per farla decollare – ha scritto Paola De Vecchi, figlia del fondatore di Idea Motore e ora rappresentante legale della Motor Appliances, la società interessata alla ripresa della produzione a Pratosardo, tanto che qualche giorno fa si era anche aggiudicata il capannone –. L’ostinato rifiuto della Nidec Corporation nei confronti della Regione Sardegna e della Motor Appliances non consente la prosecuzione degli sforzi e dell’impegno che ci hanno portato all’acquisizione dello stabilimento – ha proseguito la manager –. Infatti, non è ipotizzabile dotarsi di nuovi impianti necessari a riavviare la produzione, poiché un progetto di tal contenuto impegnerebbe tempi di realizzazione e investimenti incompatibili con l’odierna situazione del mercato – ha concluso Paola De Vecchi – nonché dei livelli e della tempistica della domanda».

L’offerta non è stata considerata sufficientemente appetibile dalla multinazionale del Sol Levante, che senza neanche dare il tempo a Regione e sindacati di comunicare ufficialmente il diniego, aveva già disposto lo smantellamento dei macchinari. Sotto il naso dei lavoratori. A nulla sono valse le lotte degli 88 ex operai dello stabilimento di Pratosardo che ieri mattina, ancora prima di sapere che ormai era tutto finito, hanno tentato un ultimo disperato gesto per salvare i macchinari dello stabilimento di Pratosardo. Alle prime luci dell’alba hanno formato un muro umano davanti al cancello della fabbrica, blindata nella notte con grosse catene e massicci lucchetti per ostacolare l’ingresso degli “smontatori” della multinazionale giapponese, nuova proprietaria della linea produttiva, arrivati per smantellare i macchinari per trasferirli in Romania.

Gli incaricati della Sole Nidec sono stati accolti con applausi sarcastici, fischi e urla di disprezzo : «Vi auguriamo di fare la nostra stessa fine» hanno urlato a squarciagola i lavoratori nuoresei, che fino all'ultimo hanno sperato nella resurrezione dell’impianto.

Ma quando i cinque tecnici della Nidec hanno varcato la soglia del capannone, controllati da una ventina di agenti di polizia e carabinieri intervenuti per garantire lo svolgimento delle operazioni senza troppe tensioni, è stata anche scritta la parola fine sull’ex fabbrica gioiello di Pratosardo.

«Si è consumata l’ultima disfatta per l’industria del Nuorese : ha sottolineato in una nota il sindacato Fiom Cgil –, l’ennesima della storia produttiva ed occupazionale della Sardegna. La società giapponese Nidec ha iniziato a smontare e impacchettare le linee di produzione con destinazione Romania. I macchinari acquistati all’asta, dell’azienda Idea Motore, realizzata con i contributi regionale della legge 488, sono stati comprati a un quinto del loro valore reale e saranno utilizzati per produrre fuori dalla nostra terra. Ma la Fiom e la Cgil non ritengono conclusa la vertenza e chiedono alla Regione di adoperarsi attivamente, attraverso lo strumento delle politiche attive, per provare ad accompagnare queste persone nella fase di ricerca di un nuovo posto di lavoro – hanno concluso i sindacati –. Quanto prima sarà organizzata un’assemblea per fare il punto della situazione e proporre iniziative di mobilitazione».

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