Cimitero, polemica sull’appalto
Macomer, la minoranza critica la giunta per aver chiesto un “parere pro veritate”
MACOMER. I gruppi di minoranza del Comune di Macomer criticano la scelta della giunta di affidare a un legale l’incarico di esprimere un “parere pro veritate” sull’appalto per la realizzazione del nuovo cimitero e la gestione di quello vecchio. Il “parere pro veritate” non è non una semplice consulenza, il cosiddetto parere legale, ma una specie di giudizio, un atto con il quale l’avvocato si pronuncia su una specifica questione legale che gli è sottoposta, parere che può essere anche diverso dalla soluzione più favorevole al cliente. In poche parole dovrà dire se la procedura seguita è corretta e rispetta la legge. «Riteniamo ingiustificata e inopportuna l’iniziativa di conferire a un legale l’incarico di esprimere un “parere pro veritate” sulla legittimità e correttezza della procedura seguita per l’affidamento in concessione della costruzione e gestione del nuovo cimitero – scrivono in un comunicato i consiglieri di minoranza –. Ci sembra un modo sbagliato per dare seguito alla nostra richiesta di verifica sulla gara d’appalto, presentata con un dettagliato documento in data 25 marzo e diretta al sindaco, al segretario comunale, al dirigente del settore tecnico e al revisore dei conti». Nel comunicato, firmato dai consiglieri Giuseppe Pirisi, Rita Atzori, Riccardo Uda, Federico Castori e Giuseppe Ledda, si sottolinea che la spesa per il parere legale poteva essere evitata. «Non comprendiamo perché il comune debba spendere 3000 euro di parcella per acquisire un parere che in primo luogo doveva essere espresso dal segretario comunale – scrivono –, tra le cui funzioni rientra quella di consulente dell’amministrazione in campo giuridico e al quale la legge n. 190/2012 assegna all’interno della struttura dell’ente il ruolo di responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione». Secondo i consiglieri di minoranza la situazione sarebbe abbastanza chiara da imporre «la revoca della procedura di appalto in sede di autotutela» per cui ribadiscono la richiesta di annullamento degli atti di gara. (t.g.t.)
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