Una facciata azzurra all’ingresso della città. Proteste a Mughina
È l’edificio che ospitava la discoteca del latitante Mario Mele. Il sindaco: «Necessario un piano colore per tutti i quartieri»
NUORO. Se lo scopo era farsi notare è stato raggiunto: quell’edificio di colore azzurro in via Mughina, all’ingresso della città per chi arriva da Oliena, Dorgali e Orgosolo o dalla circonvallazione, attira sicuramente l’attenzione. Ma per più di un cittadino è un pugno in un occhio, a cominciare dai numerosi abitanti della zona che ieri si sono rivolti alla nostra redazione per segnalare il proprio malcontento verso quella che ritengono un’indebita invasione dello spazio urbano, almeno dal punto di vista estetico.
L’edificio in questione si trova al numero 94 di via Mughina, ed è esattamente quello che ospitava diversi anni fa la discoteca Boca Chica, nota alle cronache soprattutto perché il proprietario era Mario Mele, allo stato attuale latitante dopo che nei suoi confronti è stato emesso un mandato d’arresto per reati tributari. Secondo quanto si è appreso, anche i nuovi gestori dell’immobile intendono aprire una discoteca. E nell’ambito della ristrutturazione hanno ridipinto la facciata, sostituendo il nero opaco (anche quello aveva dato corso a numerose polemiche) con un acceso azzurro che di sicuro spicca tra le tinte delle altre abitazioni del quartiere, decisamente più tenui, e comunque tendenti al beige.
La tinta è stata applicata da un paio di giorni, e come si diceva fa già discutere, anche perché in quella posizione – appunto in uno degli ingressi della città – rappresenta un po’ un biglietto da visita che certo non fa buona pubblicità all’equilibrio urbanistico che Nuoro sta faticosamente tentando di raggiungere. Ma i nuovi titolari del locale sono in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie? Il regolamento comunale sull’edilizia entrato in vigore nel 2014 include le tinteggiature di prospetti esterni tra gli interventi di manutenzione straordinaria (articolo 15), e afferma che«è obbligo presentare in sede di esame dei progetti degli edifici i campioni delle tinte e dei rivestimenti esterni» (art. 59). Il problema è che per la tinteggiatura di un edificio al di fuori del centro storico, dove al contrario esiste un piano colore, non è evidentemente necessaria alcuna autorizzazione se non si modifica la struttura dell’edificio. Il risultato è che così si dà libero sfogo alla fantasia, come è accaduto ora in via Mughina. Del problema è stato informato anche il sindaco Soddu, che ieri ha discusso con i colleghi di giunta la necessità di dotare di un piano colore, oltre che il centro storico, tutti i quartieri della città.
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