La Nuova Sardegna

Nuoro

Sant’Isidoro, un quartiere alla festa dei “massajos”

di Valeria Gianoglio
Sant’Isidoro, un quartiere alla festa dei “massajos”

Si chiude nel rione di Seuna la due giorni dedicata al protettore dei contadini Il priore: «Abbiamo voluto mantenere lo spirito di una tradizione semplice»

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Ecco, abbiamo voluto mantenere lo spirito degli antichi massajos, una festa che rimanesse autentica e ben radicata nel suo quartiere, tra la gente, senza volare alto, ma con lo spirito dei contadini». A pochi passi dal carro a buoi addobbato da un gruppo di volenterose abitanti di Seuna con i fiori di campo raccolti a Su Grumene, come vuole la tradizione, il priore della festa di Sant’Isidoro, Salvatore Cadinu, si guarda intorno con un pizzico di sana soddisfazione e traccia un piccolo bilancio della sua prima esperienza come guida della festa che gli abitanti di Seuna dedicano al loro santo protettore: Isidoro.

Tutt’intorno, sulle gradinate che dalla chiesetta delle Grazie vecchie conducono a via Gramschi, si raccolgono gli altri componenti del comitato organizzatore, i loro familiari, gli amici, i priori uscenti e quelli storici, che a questa tradizione così semplice e autentica non sono mai voluti mancare. Da quando, sei anni fa, la festa è stata raccolta dalle nebbie dell’abbandono, e riportata in auge grazie alla generosità e all’impegno degli abitanti del quartiere e di un comitato che, precisa l’attuale priore, «è aperto a tutti e si rinnova di anno in anno».

E così, dopo il bagno di folla della sera precedente, quando il comitato, nel corso di una cerimonia sostenuta anche dal Comune, ha intitolato la piazzetta davanti alla Grazie vecchie alla memoria di Tonino Puddu, grande maestro del folklore, ieri pomeriggio la festa di Sant’Isidoro ha toccato il suo momento conclusivo e con esso anche l’animo dei nuoresi. Perché in questa ricorrenza, fatta di pochi fronzoli e molto impegno genuino, in fondo c’è tutto lo spirito degli antichi contadini. Gli stessi che avevano pochi soldi in tasca ma volevano comunque onorare il loro santo protettore facendo sfilare per le vie del quartiere un carro a buoi abbellito da semplici fiorellini di campo. Erano in tanti, ieri pomeriggio, per le vie di Seuna, a onorare ancora una volta questa tradizione.

In testa al corteo e al carro, la statua di Sant’Isidoro, seguita dal parroco, padre Giuseppe Magliani. A seguire, tutti i fedeli e i partecipanti alla festa. «Per me – spiega il priore Salvatore Cadinu – è stata davvero una bella esperienza, questa della festa. Soprattutto per me che da ex bancario sono abituato ai numeri, è stata anche l’occasione di scoprire un mondo nuovo e molto variegato: quello delle tradizioni, dei gruppi folk e di tutto ciò che ruota intorno. Devo davvero ringraziare i tantissimi che ci hanno sostenuto, il comitato, il Comune e gli amici».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative