La Nuova Sardegna

Nuoro

“Noi e la foresta”, viaggio nel cuore del Supramonte

di Mattia Sanna
“Noi e la foresta”, viaggio nel cuore del Supramonte

La valle di Lanaitto e Tiscali teatro della manifestazione Una domenica nel segno della natura con la guida di esperti

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OLIENA. La visuale dall’ovile di Marghine Ruiu è di quelle mozzafiato. Dal regno che ospitava fino a qualche anno fa l’ultimo capraio, Nenneddu Predungianu, si può godere la vallata, respirando la meraviglia di un paesaggio incontaminato. Una comitiva di amici approfitta del bel tempo per organizzare una scampagnata, godendo dell’abbraccio rinfrancante delle montagne e dei boschi. A qualche chilometro in linea d’aria si scorgono le macchine parcheggiate all’ombra degli olivi. Le presenze hanno tradito un pochino le aspettative. La concomitanza di diversi eventi ha influito sulle potenzialità di una giornata, pensata per grandi e piccini, che celebra, tuttavia, la sua prima edizione con risultati senza dubbio apprezzabili. “Noi e la foresta” è il titolo di un ricco programma, messo in piedi dalla neonata Agenzia regionale “Forestas”, rappresentata dal direttore generale Antonio Casula. L’ente isolano per l’occasione ha schierato uomini e mezzi, a supporto dell’ordinato svolgimento delle attività, garantendo la buona riuscita della manifestazione.

Una kermesse, organizzata su tre tappe, che domenica 22 maggio è approdata a Oliena, ospitata dalla spettacolare cornice di Budurrai. La località attorno alla quale hanno preso vita la maggior parte dei momenti, costruiti in coincidenza con il dettagliato programma di “Noi e la foresta”. Laboratori, mostre, attività, incontri, approfondimenti. Equitazione, mountain bike, walking. Imperdibile la visita al villaggio di “Sa Sedda ‘e sos Carros” e alla grotta di “Sa Ohe”. Straordinaria l’esperienza nella voragine di “Tiscali” e alla scoperta dei resti di mitologiche civiltà del passato. Le circa due ore di camminata e gli sforzi nella scalata del sentiero impervio vengono ripagati da una bellezza rara, da immagini e sensazioni difficilmente paragonabili. Intanto, giù nella valle ci si può rinfrancare. L’accoglienza spontanea e la buona cucina di Pasquale Giobbe, custode del rifugio, conquistano gli ospiti. Il profumo dell’arrosto e i prelibati salumi si diffondono nell’ambiente circostante, suscitando nei visitatori un comprensibile e invitante languore.

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