Marijuana e hashish dentro una cella della Colonia penale
Mamone, operazione antidroga della polizia penitenziaria Stroncato un progetto per la coltivazione della canapa
MAMONE. Varie dosi di marijuana e hashish confezionate in involucri termosaldati, più due telefoni cellulari, uno dei quali la Sim attiva. È il bilancio di un’operazione antidroga portata avanti ieri mattina nella Casa di reclusione di Mamone, nello specifico nella diramazione denominata S’Annunziata. L’attività, disposta dal provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Cagliari, è stata coordinata dal comandante di reparto, commissario Girolamo Frenda. All’operazione hanno partecipato due squadre composte dallo stesso personale in servizio presso la Colonia penale ed il reparto cinofili del distaccamento regionale stanziati a Badu ’e Carros. I controlli sono stati eseguiti all’interno delle camere detentive della diramazione. I “poliziotti” a quattro zampe, Jetro, esemplare di rottweiler, e Jesson, esemplare di pastore belga malinois, hanno da subito mostrato interesse in più camere. Sono quindi scattate perquisizioni più mirate da parte dei poliziotti. Sono state così trovate le confezioni di droga e i cellulari. Alla polizia penitenziaria non è sfuggito nemmeno un orologio, nella cui cassa erano nascosti diversi semi di canapa indiana. Secondo la stessa polizia è probabile che alcuni detenuti stessero progettando la coltivazione di marijuana all’interno della colonia. I presunti responsabili sono stati perciò subito segnalati all’autorità giudiziaria per i provvedimenti del caso.
«Ancora una volta – dice il segretario generale aggiunto regionale della Cisl-Fns Giovanni Villa – la polizia penitenziaria dimostra alta professionalità e ancora una volta il reparto cinofili sardo si dimostra fondamentale nel contrasto alla lotta contro i reati sul possesso e spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante che questi si consumano all’interno di un carcere. In questo caso – sottolinea ancora il sindacalista – pare sia stato smantellato un progetto che prevedeva la coltivazione di marijuana». Giovanni Villa ne approfitta per fare un appunto: «Anche a Mamone il personale di polizia penitenziaria e sottodimensionato rispetto alla pianta organica ministeriale e controllare un territorio vasto ben 2.700 ettari è difficilissimo, se non addirittura impossibile. Ecco perché è più probabile in istituti aperti come è quello di Mamone rinvenire droga, cellulari e altri oggetti non consentiti». Stavolta, il bilancio dell’operazione antidroga parla chiaro: varie dosi di marijuana e hashish confezionate in involucri termosaldati, più due telefoni cellulari, uno dei quali la Sim attiva, e alcuni semi di canapa indiana.
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