Aperta un’inchiesta sul peschereccio affondato a Orosei
I due pescatori siniscolesi sono stati sentiti dagli inquirenti All’origine di tutto forse l’urto con un grosso tronco
SINISCOLA. Verificheranno nei prossimi giorni se c’è la possibilità di riportare in superficie il peschereccio affondato a circa tre miglia dalla costa, Giuseppe e Patrizio Loddo, i due pescatori fortunosamente scampati al naufragio lunedì mattina durante le operazioni di pesca a strascico. Lo squalo III° un motopesca di tredici metri si è inabissato davanti alla costa di Orosei dopo aver imbarcato acqua a causa di una falla creatasi nella zona poppiera. Un corpo galleggiante semisommerso che agganciato dalle eliche, ha creato uno squarcio nella chiglia mandando a fondo in pochi minuti l’imbarcazione dell’armatore Giuseppe Loddo che in quel momento, era a bordo con il figlio Patrizio I due si sono salvati saltando dentro un piccolo canotto portandosi soltanto la strumentazione di bordo e i documenti ed attendendo per circa mezzora l’arrivo dei soccorsi prontamente inviati dalla Capitaneria di Olbia.
Ieri mattina il comandante della barca è stato sentito dagli uomini della polizia giudiziaria e dal comandante della guardia costiera di La Caletta: sull’accaduto è stata infatti aperta un inchiesta che dovrà far luce sulle cause che hanno portato all’affondamento. Durante le operazioni di pesca la motonave avrebbe urtato qualcosa, probabilmente un grosso tronco che si è poi incastrato tra le eliche. Queste avrebbero fatto sbattere l’oggetto sotto la carena creando uno squarcio. «Abbiamo preso qualcosa nell’elica – conferma Giuseppe Loddo, pescatore esperto in mare dal 1982 – un oggetto che ha girato aprendo uno squarcio, abbiamo iniziato ad imbarcare acqua e a causa del mare mosso e del forte vento di libeccio no siamo riusciti a far nulla. Erano circa le undici e mezza, eravamo a circa tre miglia e mezzo dalla costa e stavano tirando su una cala dritta quando è successo il danno. Abbiamo preso il computer, gli strumenti e lo scandaglio, e siamo saliti sul gommoncino giusto in tempo per vedere la barca andare giù. In oltre trent’anni che vado a mare, non mi era mai successa una cosa del genere. Il danno subito è di circa trentamila euro ora dobbiamo verificare con i sommozzatori se c’è la possibilità di ripescare la barca adagiata su un fondale di una trentina di metri».
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