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Contratti di solidarietà per i lavoratori di Tossilo

Contratti di solidarietà per i lavoratori di Tossilo

Macomer, il bilancio dell’azienda dell’inceneritore ha un rosso di 600mila euro Mario Rubattu nominato commissario al posto del consiglio di amministrazione

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MACOMER. Dal 6 giugno ai lavoratori della Tossilo si applicheranno le condizioni del contratto di solidarietà che eviterà la cassa integrazione a zero ore (se non il licenziamento). Si tratta del personale che dopo la fermata degli impianti era considerato in esubero dall’azienda. Nei giorni scorsi, intanto, è stato approvato il bilancio del 2015 che ha chiuso con una perdita di 616.2018 mila euro. Accogliendo le richieste dei sindacati, che in più occasioni hanno posto l’esigenza di ridurre i costi, il Consorzio industriale di Macomer, principale azionista della Tossilo spa in quanto detiene il 98,70% delle quote societarie, ha nominato un amministratore unico che prende il posto del consiglio di amministrazione composto da tre persone. L’incarico è stato affidato al direttore del Consorzio, Mario Rubattu. Allo sciopero dei lavoratori del settore igiene ambientale proclamato nei giorni scorsi dai sindacati a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto, intanto, hanno aderito pochissimi lavoratori della Tossilo.

Sul fronte del revamping, invece, si attende la decisione del Tar di Cagliari sui ricorsi presentati da diversi attori contro la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento a Tossilo. L’azione è stata intrapresa dal comitato “Non bruciamoci il futuro”, dall’associazione regionale “Zero Waste Sardegna” e dall’Unione dei comuni della Barbagia alla quale fanno capo Gavoi, Lodine, Ollolai, Olzai, Oniferi, Ovodda, Sarule e Tiana. In caso di accoglimento, potrebbe saltare il revamping dell’impianto. Se invece i ricorsi saranno respinti, i lavori dovrebbero iniziare entro la fine di giugno. A questi è legato il contratto di solidarietà che decollerà il 6 giugno. Dopo un serrata trattativa, tra azienda e sindacati a metà marzo era stato raggiunto un accordo garantito dalla Regione che ha messo in sicurezza le posizioni lavorative degli addetti all’impianto a garanzia dei livelli occupazionali. L’accordo prevede sacrifici per tutti, che sono però più pesanti per il personale della termovalorizzazione, i lavoratori che con la fermata dell’inceneritore si sono ritrovati in esubero. In misura più o meno marcata, la riduzione di orario ha toccato tutti. Nell’impianto si sta procedendo a predisporre il cantiere. Se il 22 giugno non arriverà uno stop dal Tar, i lavori inizieranno subito e andranno a avanti presumibilmente per tre anni, cioè fino all’estate del 2019.

Per quanto riguarda il bilancio, la perdita di esercizio era stata annunciata già dallo scorso autunno. Stando a quanto riferito dall’azienda ai sindacati e al comune di Macomer, a causare la perdita avrebbe contribuito lo stato dell’impianto, vecchio e antieconomico, e la situazione della discarica di Monte Muradu, ormai satura e non utilizzabile. (t.g.t.)

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