La Nuova Sardegna

Nuoro

False revisioni di auto, il pm contesta l’aggravante

di Valeria Gianoglio
False revisioni di auto, il pm contesta l’aggravante

L’accusa cerca di evitare il rischio della prescrizione per diversi reati contestati E il processo subisce l’ennesimo rinvio per un nuovo difetto di notifica

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NUORO. Dopo una lunga indagine, un mucchio di intercettazioni, e tanto lavoro investigativo, rischia di finire in gran parte prescritto, almeno per un consistente numero di capi di imputazione, il processo per il giro di false revisioni d’auto che era stato scoperto tra Nuoro e provincia alcuni anni fa sollevando un vero polverone.

Il grande numero di imputati finiti a giudizio – 31 – e le relative pratiche da eseguire ogni volta che si fissa una tappa giudiziaria, infatti, registra a ogni occasione un “difetto”, ovvero la mancata notifica di un atto a questa o quella parte in causa. Il risultato è che ogni volta che il processo è sul punto di cominciare, deve essere rinviato perché non tutti gli avvocati o i loro imputati sono stati avvisati come prevedono le norme.

E così si procede a grandi passi verso la prescrizione. Ieri mattina il copione si è ripetuto, identico come le volte precedenti: l’avviso della nuova udienza non era stato notificato a uno degli imputati e ad alcuni avvocati. E per questo, il presidente del collegio giudicante, Giorgio Cannas, ha disposto il rinvio dell’udienza al mese di luglio. Nel frattempo il pm Andrea Ghironi a cerca di salvare il salvabile contestando agli imputati una circostanza aggravante che ha anche l’effetto di allungare i tempi della prescrizione. Si tratta del secondo comma dell’articolo 476 del codice penale: è il “falso materiale” commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici. E la revisione dell’auto, del resto, è un atto pubblico che secondo l’accusa gli attuali imputati, a vario titolo, avevano falsificato perché in realtà la revisione non era mai stata eseguita. Tra i 31 imputati ci sono anche l'ex sindaco di Nuoro, Martino Corda, e il figlio Ninni, all'epoca dei fatti contitolari di una delle società titolare di due officine, tra Nuoro e Dorgali, che stando alle accuse avrebbe registrato le false revisioni.

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