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Nuoro

Appello per “Ritorniamo a casa”

L’assessore Romagna: «L’obiettivo è lasciare gli anziani nel contesto familiare»

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NUORO. Sono stati accolti in Regione dall’assessore alla Sanità, Luigi Arru, e insieme hanno discusso dell’ultima delibera della Giunta Regionale 24/22 del 22 aprile sulle linee d’indirizzo del programma “Ritornare a Casa” e della legge 162. Il Distretto Plus di Nuoro ha infatti chiesto, attraverso un documento redatto e firmato dai tecnici e fatto proprio dall’assemblea dei sindaci del territorio, le modifiche di alcuni punti del documento.

«Si tratta di un progetto importante – ha sottolineato l’assessore ai Servizi sociali Valeria Romagna – che riconosce ai beneficiari la possibilità di vivere con dignità la propria condizione all’interno della rete familiare e del contesto di appartenenza, riducendo l’istituzionalizzazione. Ma ora con questa delibera, il progetto rischia di diventare un ritornare indietro, a causa di una sorta di ridimensionamento del programma. Ed è per questo – ha l’assessore – che abbiamo proposto l’abolizione del carattere di retroattività e chiesto ad Arru un cambio di rotta per ciò che concerne le interlocuzioni tra Regione ed Enti locali. Devo dire che l’assessore si è mostrato molto disponibile, ora aspettiamo risposte». L’assemblea, attraverso un lavoro congiunto tra tecnici e politici dei comuni del distretto e dell’Asl, ha chiesto alla Regione che l’accesso al programma si possa effettuare in ogni periodo dell’anno, consentendo così alle persone che hanno bisogno di un intervento, una maggiore facilità di accesso. È stata sollecitata l’individuazione dei medesimi scaglioni dell’indicatore della situazione economica per tutte e tre le linee di intervento e la rivisitazione dei requisiti d’accesso alle stesse; l’attribuzione di un valore legato alla valutazione socio ambientale che tenga conto dell'analisi delle reti relazionali del paziente; la valutazione di ciò che rientra nel primo livello assistenziale con priorità ai pazienti affetti da patologie non reversibili e a prognosi infausta; l’istituzione di una misura dedicata in grado di dare risposte tempestive ai pazienti affetti da patologie neoplastiche, in fase terminale della vita e, infine, la presa in carico dei minori all’interno del progetto del “Ritornare a casa”. «Ora non ci resta che aspettare che la Regione si muova».

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