Scatta il sequestro della casa di riposo
Dopo gli arresti arriva un amministratore giudiziario all’Accoglienza, dove sono ancora ospitate venticinque persone
NUORO. La squadra mobile della questura di Nuoro ieri mattina ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo della struttura per anziani “L’Accoglienza” di via Aosta, firmato dal gip del tribunale Claudio Cozzella a circa una settimana dall’emissione delle misure cautelari nei confronti della direttrice Rosanna Serra (agli arresti domiciliari) e di cinque operatori sanitari: Gianluca Porcu e Ignazio Poggiu (detenuti in carcere), Genci Nikaj, Luciano Mulas e Maria Laura Cadau (con l’obbligo di dimora). Sono tutti accusati di maltrattamenti con l’aggravante delle lesioni gravi; dell’abuso dei poteri e della violazione dei doveri inerenti le rispettive funzioni; della particolare crudeltà; della minorata difesa delle persone offese in ragione dell'età avanzata e delle patologie di cui sono affetti.
Accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli, titolare dell'inchiesta, il giudice ha disposto che la gestione della struttura venga assicurata da un amministratore giudiziario appositamente nominato. Il pm, infatti, aveva chiesto al magistrato di individuare, in sede esecutiva, una modalità attuattiva del sequestro in grado di evitare «ulteriori pregiudizi agli anziani ospiti della struttura e di scongiurare il pericolo di allontanamento degli stessi».
Così da ieri, questa nuova figura che ha preso il posto della precedente gestione, è al lavoro per cercare di mandare avanti la casa di accoglienza, da un anno finita nel vortice dell’inchiesta.
Inchiesta che, nel frattempo, continua ad andare avanti. Già all’indomani degli arresti e ancora in questi giorni, il pm ha infatti convocato i parenti dei 25 anziani ospiti della cooperativa “L’Accoglienza” per essere sentiti a sommarie informazioni. Convocati anche ex dipendenti, e alcuni ancora al lavoro all’interno della casa di riposo che potrebbero fornire elementi utili alle indagini. Al vaglio della Procura, anche tutti i documenti sequestrati negli uffici e le cartelle cliniche degli anziani. Si vuole scavare ancora. Trovare ulteriori conferme a ciò che gli inquirenti già definiscono come «gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati». Pesanti elementi emersi grazie all’installazione di telecamere e all’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali che dimostrebbero la responsabilità della direttrice e dei suoi cinque collaboratori.
Le indagini erano partite un anno fa, a seguito del suicidio di un’anziana e quando ancora la struttura si chiamava associazione “Residenza Familia”. Il blitz della polizia, dei vigili del fuoco, degli ispettori della Asl e della direzione territoriale del lavoro, era scattato l'8 giugno del 2015 e aveva portato alla denuncia della direttrice Rosanna Serra e dell’allora rappresentante legale Gianluca Masala, accusati in concorso fra loro di abbandono di persone incapaci, somministrazione di farmaci scaduti, oltre che di omicidio colposo per il decesso dell’anziana suicida. Ma anche di omissione delle misure di sicurezza riscontrate dagli inquirenti e certificate dai vigili del fuoco e della mancata predisposizione di adeguato personale all'interno della struttura. Per tutto questo i due imputati compariranno davanti ai giudici della Corte d’Assise di Nuoro il prossimo 14 luglio.
Ma la storia della casa di riposo di via Aosta continua. Qualche mese dopo il blitz di giugno l'associazione “Residenza Familia” cambia nome e diventa Coop “L'Accoglienza”. La direttrice Serra, in questo caso però è anche rappresentante legale. Inoltre, in più c’è che gli agenti della squadra mobile barbaricina, coordinati dal vice questore Paolo Guiso, viste le tante anomalie riscontrate nel corso della prima inchiesta vogliono approfondire le indagini e, sistemando telecamere in alcuni ambienti della struttura, per mesi raccolgono quei gravi indizi di colpevolezza che una settimana fa hanno “giustificato” l’emissione delle misure cautelari da parte del gip di Nuoro.
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