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Nuoro

Compost e biometano a Tossilo: la Regione archivia il progetto

Compost e biometano a Tossilo: la Regione archivia il progetto

Macomer, insufficiente la documentazione della società Glm Anche gli ambientalisti si erano opposti al nuovo impianto

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MACOMER. Il Servizio di valutazione ambientale dell’assessorato regionale all’Ambiente ha “archiviato” il progetto della Glm Ambiente (società con sede a Elmas) per la realizzazione a Tossilo di un impianto di l’ossidazione dei fanghi della depurazione e la digestione anaerobica del rifiuto umido per la produzione di compost e biometano. Non si tratta di una bocciatura del progetto presentato alla valutazione di impatto ambientale, ma della chiusura della pratica per la quale era stata chiesta della documentazione integrativa alla procedura di Via e di Aia (l’autorizzazione integrata ambientale della Provincia).

Da parte sua la società di Elmas aveva chiesto una proroga di 60 giorni del termine di presentazione, ma la Provincia di Nuoro il 12 maggio ha comunicato al Servizio Via della Regione la decisione di archiviare il tutto. La decisione non entra nel merito del progetto, che ha incontrato forti resistenze nel territorio sia da parte dei movimenti ambientalisti che dei sindacati, i quali temevano che l’impianto potesse entrare in concorrenza con quello della Tossilo, il quale produce compost che non riesce a vendere.

La Glm Ambiente, che nel progetto ha investito somme consistenti, potrebbe ripresentarlo e avviare una nuova procedura di valutazione ambientale con tutte le integrazioni richieste, che però ha tempi lunghi. Non è quindi da escludere che la società decida di abbandonare l’iniziativa. E così un altro progetto che avrebbe potuto creare occupazione sfuma per sfinimento burocratico. Dopo la Ceccato e una struttura sanitaria privata nella ex Locatelli, uccise entrambe dalla burocrazia, è ora la volta della Glm Ambiente, un’azienda dell’Accordo di programma di Tossilo che aveva in progetto di realizzare un impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili mediante processi di digestione anaerobica a umido, cioè col compostaggio e la wet oxidation, un sistema di trattamento che consente di trasformare i materiali biologici (rifiuto umido, scarti di macellazione, fanghi biologici e altro) in compost o in un prodotto intermedio da affinare producendo energia.

Il progetto era stato valutato positivamente dalla programmazione regionale e la Sfirs aveva dato indicazioni per acquistare l’area sulla quale sarebbe dovuto sorgere l’impianto, cose che l’azienda aveva fatto subito. Non si sa a questo punto che fine farà l’iniziativa.

Le perplessità sul progetto della Glm Ambiente emersero in occasione dell’assemblea pubblica tenuta nel mese di settembre dello scorso anno a Macomer nell’ambito della procedura di valutazione ambientale. Il primo dubbio era che il rifiuto umido non bastasse per tutti. Realizzare un impianto per la produzione di compost e biometano di fronte a quello della Tossilo, che oltre alla termovalorizzazione ha anche un impianto di compostaggio nuovo di zecca, non sera una buona idea. L’impianto doveva trattare 20 mila tonnellate all’anno di fanghi provenienti dagli impianti di depurazione, 35 mila t/a di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e 5.330 t/a di rifiuti vegetali con una produzione annua di 11.800 tonnellate di compost e 4219 tonnellate di biogas, in questo caso metano, all’anno. (t.g.t.)

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