Cimitero, appalto fuori dalle norme
Macomer, dopo il parere del legale la gara va annullata L’opposizione: «Problema già segnalato, spesa inutile»
MACOMER. Il parere legale richiesto dal Comune conferma la necessità di annullare l’aggiudicazione della gara per il nuovo cimitero. Questo, in sintesi, quando sottolineano i consiglieri di minoranza Rita Atzori, Federico Castori, Giuseppe Ledda, Giuseppe Pirisi e Riccardo Uda in un comunicato diffuso al termine di una conferenza stampa nella quale spiegano che il parere è costato 3000 euro e che si sarebbe potuta evitare la spesa. I consiglieri spiegano che il parere dell’avvocato «si discosta nella valutazione e nella portata delle irregolarità da noi segnalate, ma che giunge alla stessa conclusione: l’aggiudicazione della gara d’appalto è da annullare per due solide motivazioni». Motivi che riguardano il numero dei loculi e degli ossari e la superficie delle fosse a terra, difforme rispetto al progetto preliminare messo a gara, e l’importo della stessa gara (8 milioni) che ha impedito ad altre imprese di partecipare. «Non vogliamo sollevare ulteriori polemiche – si legge nel comunicato –, ci limitiamo a osservare che se la giunta avesse preso in considerazione una serie di evidenti lacune nel bando segnalate già dal mese di ottobre 2015, non si sarebbero persi inutilmente sette mesi». Quindi l’invito ad ampliare il vecchio cimitero realizzando 570 loculi e 40 ossari, con un investimento di 806.800 euro. Questa la replica del sindaco, Antonio Succu, e dal capogruppo di maggioranza, Gian Franco Congiu. «L’indirizzo politico dato dalla giunta Succu è stato forte e chiaro: risolvere il problema del fabbisogno mortuario per i prossimi 40 anni e oltre, evitare di pesare sulle casse dell’ente in quanto chi investe è il privato, e controllo pubblico sul tariffario. La scelta dell’appalto concessione (i privati investono e realizzano ma gestiscono per un certo numero di anni) consente di realizzare tutti questi obiettivi». Spiega poi che la procedura è di esclusiva competenza del dirigente tecnico «che ha aperto una procedura pubblica e trasparente». Rispetto all’istanza di annullamento della minoranza, il legale ha scritto che «non appare nè fondata nè condivisibile relativamente a tutti i punti denunciati». La nota precisa infine che «Nulla cambia rispetto alle originarie previsioni e orientamenti politici: vogliamo risolvere il problema per i prossimi 40 anni e oltre senza sfiancare le casse pubbliche e pretendiamo che il progetto sia coerente con questa aspirazione». (t.g.t.)
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