La Nuova Sardegna

Nuoro

Gli studenti ricordano Bernardini

di Homar Farina

A Siniscola e La Caletta si conclude il percorso didattico sull’opera dello scrittore

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SINISCOLA. Doppio appuntamento, a La Caletta e a Siniscola, per la fine dell'anno scolastico delle scuole primarie, voluto fortemente dal dirigente scolastico Fiorella Ricciardi in memoria del maestro Albino Bernardi. Un percorso didattico che ha impegnato 230 alunni del plesso di Sa Sedda e 100 delle elementari della Caletta, al quale hanno collaborato circa 40 studenti delle scuole medie. Nei due appuntamenti di ieri mattina sono stati illustrati dagli stessi alunni i lavori portati a termine durante l'anno scolastico, che hanno rielaborato con disegni, letture e rappresentazioni teatrali parte dell'immenso lavoro svolto da Bernardini oggi considerato caposaldo dell'insegnamento pedagogico italiano.

La conclusione nella mattinata di ieri nell’istituto del rione Sa Sedda, recentemente intitolato all'autore de “Le bacchette di Lula” emblema di una metodologia d'insegnamento frutto di una miscela tra la natura umana del maestro siniscolese e un approccio educativo che non fosse “frontale”, di solo imperio e comando, ma rendesse partecipi gli stessi allievi al loro stesso mondo. Lo studio e l'esperienza umana di Bernardini che fu la sua musa ispiratrice, trovaro sintesi nell'originalità della nuova metodologia delle “storie senza fine", dove gli stessi bambini sono chiamati a dare un finale al canovaccio nel quale si muovono i personaggi dei racconti. La sua “morbidezza” nelle pratiche di insegnamento, oltre alla militanza nel Pci, crearono non pochi problemi a Bernardini nei rapporti con i suoi superiori, cosa che nella stessa Lula gli costarono, nel 1951, l'allontanamento dalla scuola. Ma uno squarcio nell'austero mondo della scuola dell'epoca Bernardini riuscì a praticarlo a favore di una nuova luce. Giuliana, vicina per anni allo scrittore, presente agli appuntamenti di ieri, dice alla scolaresca e agli insegnanti riuniti in aula magna, «continuate in questo progetto, non dimenticate Albino«, non nascondendo un filo di emozione nel suo ricordo. «Questa è una grande scuola- dice la dirigente Ricciardi – i ragazzi hanno capito il perché questa scuola sia intestata ad Albino Bernardini, grazie al lavoro di tutti gli insegnanti. Nello stesso spirito- continua- ci siamo avvalsi dell'insegnamento del maestro Marco Carnevale, che ha fatto uno straordinario lavoro sulla pratica musicale, nella speranza che questi progetti siano solo all'inizio».

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